La Cina nel 2011 sorpasserà Giappone e Regno Unito

Si prevede che la Cina diventi il secondo mercato immobiliare al mondo entro la fine del 2011, superando il Regno Unito e il Giappone, posizionandosi dietro gli Stati Uniti. Tutto ciò nonostante qualche economista parli di rischio bolla per il paese che secondo l'ufficio nazionale di statistica nazionale continua a crescere del 38,2% annuo in quanto a investimenti immobiliari.
Le previsioni riportate nel dossier di fine maggio di Money into Property di Dtz research riguarda gli investimenti globali per i quali a livello internazionale «il momento peggiore del declino del settore immobiliare è ormai stato superato e si prospetta una crescita del 5% nei volumi di investimento globali nel 2010». La società di consulenza londinese prevede in Europa una crescita più bassa, del 4%. Per la precisione stiamo parlando di global invested stock inteso come il valore di immobili commerciali appetibili per il mercato degli investitori, detenuti da diverse categorie di investitori. Si prevede anche che nel 2011 il Regno Unito e la Francia saranno gli unici paesi europei a posizionarsi nella top five della classifica globale di volumi investiti con la fuoriuscita della Germania.
Sulla base delle previsioni fatte Dtz raccomanda agli investitori di diventare acquirenti più intraprendenti, dato che per i prossimi due anni i diversi mercati europei offriranno opportunità di investimento interessanti. È stato calcolato che 151 mercati rispetto ai 172 monitorati, ossia il 90%, offrono valori equi nel 2010. Ciò contrasta con l'anno scorso, quando un solo mercato di categoria internazionale, ossia Londra, offriva opportunità a valori equi.
Per Tony McGough, global head of Forecasting & strategy research di Dtz, «è incredibile quanto le cose possano cambiare in 12 mesi. In questo periodo dell'anno scorso consigliavamo agli investitori di stare alla finestra dato che quasi tutti i mercati immobiliari commerciali (escluso il residenziale ndr) del mondo stavano trattando a prezzi al di sopra del valore equo. Quest'anno, in seguito a uno spostamento dei prezzi del mercato, la ricerca evidenzia che raramente c'è stato un momento migliore per investire in immobili prime». Magali Marton, invece, head of Dtz continental Europe and Middle East research aggiunge che «questo è il momento giusto per comprare in Belgio, Francia e Germania. Il retail è il settore più interessante con molti mercati che offrono buone opportunità, compresi alcuni mercati dell'Europa Centrale e Orientale».
Secondo Dtz, le opportunità di comprare immobili prime nel 2010 saranno limitate a livello globale e si consiglia agli investitori anche di ricercare opportunità in Asia. L'ottimismo - non condiviso da diversi operatori - di Dtz è rafforzato dalle indagini sugli investitori e creditori che rilevano entrambi maggiore fiducia per il 2010 e il 2011. Due investitori su tre prevedono di incrementare i prestiti lordi nuovi nel 2010 e nel 2011. Nessuno degli intervistati prevede di ridurre i crediti al settore immobiliare commerciale durante questo periodo. La fiducia è cresciuta notevolmente rispetto allo scorso anno, quando la metà dei creditori prevedevano di diminuire i volumi di prestiti lordi nel 2010.
L'indagine di Dtz sugli investitori indica anche che il 76% degli intervistati prevede di aumentare i propri investimenti netti in immobili commerciali nel 2010, per arrivare al 94% nel 2011. Inoltre la questione dei debiti ereditati si è rivelata essere un problema minore rispetto a quanto temuto inizialmente. In modo particolare, ci sono state transazioni che dimostrano come nuovi capitali vengano messi a disposizione e secondo le previsioni di Dtz cresceranno le pressioni sia sui debiti che sui capitali per accelerare ulteriormente questo processo.
Tutto questo è il futuro, ottimistico, ma torniamo per un momento con i piedi per terra con i conti, effettivi, del 2009. I volumi di transazione in tutta Europa sono diminuiti del 44% nel 2009, malgrado l'incremento trimestre su trimestre rispetto al livello più basso nel 1° trimestre del 2009. Tenendo conto anche di quelli cross-border il volume nel 2009 si è quasi prosciugato, con un ulteriore declino del 59% rispetto al picco del 2007. In questo scenario globale negativo i flussi in entrata in Europa, e in modo particolare il Regno Unito, provenienti dall'Asia sono stati l'unica nota positiva, crescendo del 31% nel 2009.
Il 2009 è stato il secondo anno consecutivo di declino dei volumi investiti in Europa, scesi dell'8%, e il primo anno di declino dell'Europa continentale. Hans Vrensen, global head of research di Dtz, a proposito commenta che «il 2009 è stato un anno difficile per i mercati immobiliari di tutto il mondo e ha segnato un declino dei volumi investiti a livello globale pari al 6%. Tuttavia, il mercato immobiliare globale ha superato il suo momento peggiore e per quest'anno prevediamo un ritorno alla crescita dei volumi investiti, in linea con le previsioni macro economiche condivise per una ripresa economica sostenibile in tutto il mondo».
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10/07/2010