La caccia di Pechino alle risorse del Mar Cinese

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 11 lug. - Sovranità territoriale, rotte commerciali e risorse energetiche. Sono gli ingredienti delle dispute di sovranità nel Mare Cinese Meridionale che vedono la Cina contrapposta ai Paesi del sud-est asiatico, e soprattutto alle Filippine, che hanno richiesto l'arbitrato del tribunale internazionale dell'Aia nel 2013, e la cui sentenza è attesa il 12 luglio prossimo. Se è difficile districarsi tra le rivendicazioni incrociate dei Paesi che si affacciano sulle acque del Mare Cinese Meridionale, ancora più complicato è aggirarsi tra le stime delle risorse energetiche contenute nelle acque che bagnano a sud il gigante asiatico.

Un primo rapporto dello Us Geological Survey stimava, a metà degli anni Novanta, in 28 miliardi di barili di greggio le riserve di petrolio contenute nei fondali del Mare Cinese Meridionale. Ancora più abbondanti sarebbero state le riserve di gas naturale ancora non esplorate, con una stima di 266mila miliardi di piedi cubi. Calcoli più recenti, realizzati nel 2010 sempre dallo Usgs, hanno invece ridimensionato le aspettative, ventilando l'ipotesi che il petrolio contenuto nei fondali del Mare Cinese Meridionale possa aggirarsi intorno ai due miliardi di barili, una quantità comunque ragguardevole per Pechino, dipendente al 60% dalle importazioni di greggio per il proprio fabbisogno interno.

China National Offshore Oil Corporation, in tempi più recenti, stima in 125 miliardi di barili di greggio e in 500mila miliardi di piedi cubi di gas le risorse nell'area, anche se non ci sono conferme di studi indipendenti a riguardo. Le esplorazioni hanno già dato risultati interessanti per Cnooc, il più importante dei quali risale al febbraio dello scorso anno quando il gigante cinese delle risorse offshore aveva annunciato la scoperta di un giacimento di gas da cento miliardi di metri cubi al largo delle coste dell'isola tropicale cinese di Hainan. Il Mare Cinese Meridionale vale molto anche per gli altri gruppi del greggio cinese, a cominciare da Sinopec. Il gigante della raffinazione a dicembre scorso aveva annunciato l'inizio dei lavori di costruzione della prima stazione di servizio sull'isola di Woody, nell'arcipelago delle Paracels, per soddisfare il bisogno di carburanti sulle isole, che si sono espanse con i lavori di ampliamento a scopo militare realizzati dalla Cina a partire dallo scorso anno.

Le risorse del Mare Cinese Meridionale riguardano anche le nuove frontiere dell'energia, come il "ghiaccio infiammabile", ovvero gli idrati di metano che al loro interno contengono gas e le cui prime esplorazioni sono state realizzate dalla nave piattaforma giapponese Chikyu soltanto nel 2013. Il mese scorso, il Guangzhou Daily aveva riportato la prima scoperta cinese di questa risorsa, fatta da composti cristallini simili al ghiaccio, per un quantitativo compreso tra i cento e i 150 miliardi di metri cubi di gas, in un'area del Mare Cinese Meridionale vicino alla foce del Fiume delle Perle.

 

11 LUGLIO 2016

 

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