L'IMPERO DI MEZZO COLPISCE ANCORA

L'IMPERO DI MEZZO COLPISCE ANCORA

Pechino, 04 feb. - Vivo e lavoro qui a Pechino da ormai 4 anni, periodo lungo ma forse non abbastanza per capire appieno questo paese e le sue molteplici sfaccettature. Tuttavia, posso affermare di aver vissuto in prima persona tre diversi cicli o fasi chiave della storia cinese recente: dal colpo di coda del "miracolo cinese" nel bienno 2006-2007, alla crisi economica (fine 2008-2009) ed infine quest`ultima fase recente di forte ripresa ormai sotto gli occhi di tutti. Da professionista espatriato, nonché appassionato di Cina, oggi mi domando: ma sarà veramente capace questo Paese di vincere anche questa partita? Se facessi un sondaggio veloce a Pechino tra amici e conoscenti che, come me, stanno cavalcando l'attuale e sbalorditiva evoluzione economica del Paese, la risposta sarebbe più che scontata. E' vero, di Cina si parla ovunque (non sempre con unanimità), ma l'opinione che si è formata nella grande capitale è inequivocabile: la Cina è tornata ad essere veramente l`Impero di Mezzo. A mio parere, il 2010 per la Cina sarà l'anno delle grandi conquiste all'estero; meglio ancora, dei grandi acquisti "all'ingrosso" di interi segmenti di mercato in giro per l'Europa. Essa affronta, "ruggendo", un 2010 nel segno della tigre che simboleggia la potenza e la forza (economica più che politica). La Cina ha superato il 2009 a testa alta, dimostrando anche ai più scettici di essere l'unico polo economico capace di catalizzare grandi opportunità di crescita per i paesi che oggi cercano a stento di uscire dalle sabbie mobili di una crisi economica che pesa. L'Impero di Mezzo si appresta oggi a spendere la bellezza di 100 miliardi di dollari, creati dalle proprie riserve valutarie, in investimenti/progetti con società europee. Saremo cosi miopi da non cogliere le opportunità per il nostro paese che questo comporterà? L`eventualità, infatti, che la Cina venga presto a fare "shopping" a casa nostra, rappresenterebbe l'unica possible "exit strategy" per riemergere economicamente. Quando il presidente Hu Jintao e signora sono venuti in Italia l'anno scorso nel mese di luglio, alla testa di 300 imprenditori cinesi, non lo hanno fatto col pretesto di visitare il Bel Paese ma per bussare alla nostra porta e dire: "la Cina non è vicina, è già qui. Dovete solo aprirci la porta...". Aprire tale porta, e quindi siglare progetti con loro, genererà maggiore produzione, occupazione e profitto per noi; rilanciando cosi quel nostro vantaggio comparato che è il Made in Italy, oggi un po' in agonia. Come diceva il grande Sun Tzi: "una volta colte le opportunità si moltiplicano". Cerchiamo di cogliere questo insegnamento...
 
Corrado Gotti Tedeschi

 

Corrado Gotti Tedeschi, laurea in Economia e Commercio conseguita presso l'Università Cattolica di Louvain-la-Neuve (Belgio), ha collaborato con Osservatorio Asia prima di approdare in Cina nel 2006, dove ha maturato la propria conoscenza del mercato cinese a Pechino prima presso la Camera di Commercio Italiana in Cina, poi in Boston Consulting Group e Palazzari&Turries. Oggi si occupa di consulenza strategica nel settore delle Telecomunicazioni presso Value Partners.

 

La rubrica "Lettere dalla Cina" ospita gli interventi di giovani italiani che vivono e lavorano in Cina, offrendo spunti di vita quotidiana e riflessioni originali. Andrea Bernardi, Corrado Gotti Tedeschi, Elisa Ferrero e Gianluca Morgese.

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