INFLAZIONE +3.1%, A MAGGIO OLTRE I LIVELLI DI GUARDIA

Pechino, 11 giu.- L'inflazione in Cina continua a galoppare. Secondo i dati ufficiali pubblicati dall'Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino, l'Indice dei prezzi al consumo del mese scorso  è aumentato del 3,1% rispetto a maggio del 2009, superando il tetto massimo del 3% previsto dal governo. Ad aprile l'inflazione era salita del  2,8% e, mentre la produzione industriale(+ 16.5% anno su anno, contro il + 17.8% di aprile) e gli investimenti subiscono un rallentamento, il costo della vita continua a salire. "La nostra intenzione è quella di bloccare l'inflazione attorno al 3%- ha dichiarato il portavoce del NBS Sheng Laiyun – le pressioni sono molte, ma gli sforzi del governo garantiranno il raggiungimento degli obiettivi". A innescare la nuova vampata sono stati per lo più i prezzi degli alimenti(+ 6.1% contro il +5.8% di aprile) e delle case (+12.4% dopo il record del +12.8% registrato ad aprile), ma il portavoce dell'Ufficio Nazionale di Statistica rassicura che "nel corso dell'anno si assisterà di sicuro a una rilassatezza della pressione inflazionistica".

Secondo il Dow Jones Newswires, gli analisti avevano già stimato un aumento del 3%; l'Indice dei prezzi alla produzione a maggio è aumentato del 7.1% e del 5,9% nel periodo gennaio -maggio, mentre nello stesso periodo gli investimenti fissi sono aumentati del 25,9%. In salita anche le  vendite al dettaglio, che nel mese di maggio sono aumentate del 18,7%. Quali saranno le prossime mosse della Banca centrale? Probabilmente People's Bank of China applicherà una nuova stretta monetaria, dopo l'ultimo incremento di 0.5 punti del coefficiente di riserva sui depositi delle banche risalente al 3 maggio scorso, il terzo dall'inizio dell'anno, che aveva portato reserve requirement ratio dei più importanti istituti di credito a quota 17% e quello delle banche minori al 15%. I nuovi prestiti erogati dalle banche sono scesi a quota 639.4 miliardi di yuan contro i 774 miliardi del mese precedente: basteranno queste manovre per raffreddare la surriscaldata economia cinese?

 

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