In Oriente va in gara l'arte

In Mother's le interiora di un corpo femminile sono bianche, traslucide, e inquietanti. Così come le spoglie dell'elefante collassato davanti a un piccolo negozio di alimentari: l'opera porta il titolo di Il mercato dei meriti e delle virtù, ed è effettivamente questo, che rappresenta.
Queste due opere stanno facendo il giro del mondo, così come gli artisti che le hanno concepite: Lin Tianmiao e Huang Yong Ping. Nomi cinesi, che ci dovremo abituare a masticare velocemente, perché l'Oriente, in termini artistici, è ormai un mercato. E perché tutti gli esperti è là che guardano. A maggior ragione ora, con le Olimpiadi.
Nomi che dovremo abituarci a pronunciare correttamente, anche e soprattutto perché la Cina, e Pechino, stanno imparando i nostri, di nomi. Con quell'ospitalità e reciprocità dello scambio che soltanto un popolo «dei commerci» è in grado di offrire.
Proprio in questi giorni è stata aperta una mostra di artisti italiani che hanno lavorato sul tema dell'atletica, e del gioco. In un futuro molto prossimo, il Commissariato del Governo per l'Expo Shanghai 2010 e la Triennale di Milano hanno lanciato un programma di collaborazione per il concept di un padiglione tutto italiano.
Piero Addis, curatore della mostra ArtâthloS – inaugurata il 26 luglio a soli cinque chilometri dallo stadio olimpico (Bird Nest) – racconta: «Oggi ci sono 38 gradi a Pechino. La città è caldissima, non si vede il cielo, solo una cappa opprimente e umidità. Ma la mostra è splendida. Ci hanno già fatto tutti mille complimenti, e anch'io ero davvero contento. Certo il lavoro di montaggio senza aria condizionata (che è stata accesa solo poco fa) e spiegare ai cinesi le misure in centimetri è stata un'impresa. Ho letteralmente fatto la sauna. Poi mi sono detto: "Mai più". E tuttavia, ora guardando a questa collettiva di venti artisti – in prevalenza lombardi, chiamati a interpretare questo tema attraverso le tecniche espressive più diverse, dalla stampa digitale all'acrilico, dalla matita al carboncino, dall'olio alla fotografia –, sono fiero del lavoro che abbiamo fatto. Il cuore della loro ricerca – continua Addis – più che l'agonismo o l'aspetto performativo, è l'umanità dell'atleta, mettendone in evidenza tutta l'imperfezione, la tensione, la fragilità, la bellezza».
L'iniziativa Artâthlos ha colmato, come si legge nell'introduzione al catalogo, «il divario tra sport e cultura», una sfida con cui lo stesso Addis si era già misurato nel 2006 disegnando il cartellone culturale dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino e che è sottolineata anche da un atleta olimpionico come Piero Rebaudengo (bronzo pallavolo Los Angeles 1984): «Artâthlos vuole provare a rimarginare questa ferita (la dicotomia tra virtù fisiche e intellettive) riappacificando gli estremi in una mostra "classica" e contemporanea al tempo stesso. Visti attraverso i colori vivaci, le tinte calde di alcuni artisti o l'elaborazione digitale di altri, gli atleti rinascono in una contemporanea versione svestendosi dei panni eterni degli eroi per indossare quelli più logori, sfranti ma veri, della propria umanità».
Tutto ciò, dopo l'esclusione della ciclista Marta Bastianelli, trovata positiva al doping, risulta ancor più tragico, e veritiero. L'avessero saputo, gli artisti che hanno esposto, ci avrebbero senz'altro fatto un quadro.
Forse, di queste Olimpiadi tanto chiacchierate, discusse, disertate, vituperate e infine celebrate, ne vedremo ancora, oltre che in tivù.
Magari nel prossimo Expo di Shanghai del 2010, dove il Commissariato e la Triennale si avvarranno dell'ausilio di un comitato composto da esperti in discipline scientifiche, tecnologiche, industriali, ma anche artistiche, umanistiche e sociali, per progettare un percorso espositivo accattivante e ricco di contenuti d'avanguardia. Per realizzare una padiglione che divenga luogo di incontro e di confronto con le tendenze emergenti.
«Con i 70 milioni di visitatori previsti, l'Expo di Shanghai offrirà una magnifica occasione per raccontare i progressi del nostro Paese e la sua capacità competitiva – spiega Beniamino Quintieri, Commissario Generale del Governo per l'Expo 2010 –. In sostanza, il nostro obiettivo è quello di rendere il Padiglione uno dei principali poli di attrazione del l'Expo».
Arte per arte, anche l'Italia, eppur si muove.

31/07/2008