In Cina dietrofront sul filtro antiporno

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
La rivolta del popolo dei blog spinge il governo cinese a rivedere i criteri di applicazione del software per il blocco dei siti offensivi della morale pubblica che, in base a una legge di recente emanazione, dal primo luglio dovrà essere installato su tutti i personal computer venduti sul mercato locale.
«Agli utenti libera scelta sul filtro antipornografia», titolava ieri il China Daily, citando fonti anonime del Ministero dell'Informazione e della Tecnologia. «L'installazione non sarà obbligatoria», ha dichiarato un alto funzionario del dicastero che, tra l'altro, controlla e censura l'informazione in Cina. Secondo l'indiscrezione, dal mese prossimo tutti i personal computer venduti oltre la Grande Muraglia dovranno solo essere corredati di un cd contenente il software della discordia. Ma poi l'installazione sui pc privati sarà lasciata alla libera scelta degli acquirenti. «Il governo si limiterà ad assicurare che il software sia sviluppato e fornito gratuitamente», ha aggiunto il funzionario.
La marcia indietro di Pechino sul filtro antipornografia è un fatto importante perché è stata innescata dalla protesta popolare. È stata l'ondata d'indignazione collettiva suscitata dall'idea di avere il proprio pc sotto controllo, infatti, a spingere Pechino a rivedere le proprie posizioni che, fino a un paio di settimane fa, sembravano di assoluta rigidità.
«L'obiettivo del provvedimento è costruire una rete internet sana, armoniosa, garantita contro i contenuti illeciti, in modo da prevenire la diffusione di informazioni pericolose che potrebbero influenzare negativamente i giovani», sosteneva la nota di accompagnamento alla nuova legge, spiegando che il software avrebbe avuto esclusivamente lo scopo di oscurare i siti pornografici. Ma in realtà, secondo quanto sostenuto da diversi esperti, una volta installato e attivato, tramite successivi aggiornamenti automatici il software sarebbe in grado di bloccare l'accesso a qualsiasi sito web, e anche di spiare i contenuti dei singoli computer privati da una postazione remota.
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17/06/2009