IMPRENDITORI DA ALIBABA, SEQUI "PROMUOVIAMO PRODOTTI ITALIANI"

Di Eugenio Buzzetti

 

Hangzhou - 27 mag. - Alibaba, il colosso mondiale dell'e-commerce, apre le porte alle istituzioni e agli imprenditori italiani in Cina. Il gruppo fondato da Jack Ma nel 1999 punta a espandere nei prossimi cinque anni il volume di prodotti stranieri venduti sulle sue piattaforme: in particolare Tmall Global, lanciata nel febbraio 2014 per questo segmento del b-to-c che incontra sempre più i gusti e le necessità della nuova classe media cinese. Nel 2020, secondo le stime dei manager di Alibaba, le merci importate e vendute sulla piattaforma di Alibaba arriveranno a quota 245 miliardi di dollari dai ventuno attuali.

L'agro-alimentare, i prodotti per l'infanzia e l'elettronica sono già oggi tra i più acquistati online dai consumatori cinesi. E in futuro i volumi potrebbero essere ancora maggiori. "Abbiamo avuto un incontro molto proficuo con il vice presidente Daniel Zhang e abbiamo esaminato le potenzialità che questa piattaforma può offrire al business italiano", ha spiegato l'ambasciatore d'Italia in Cina, Ettore Sequi. L'e-commerce "può essere molto utile per la promozione di alcuni prodotti italiani che in Cina non vanno molto bene", tra i quali cita il vino. "Siamo al quinto posto per le importazioni", pur essendo "il Paese che al mondo produce più vino e in cima alla classifica degli esportatori nel 2015. Questa piattaforma potrà offrire certamente opportunità anche in questo campo".

Oltre all'e-commerce, Alibaba si estende ai servizi finanziari, al cloud computing e ai big data, è presente in 224 tra paesi e regioni, e "punta a realizzare una tecnologia flessibile per costruire un'infrastruttura per il commercio a livello mondiale", spiega Albert Zheng, responsabile per il Public Affairs Department del gigante dell'e-commerce. Hangzhou è anche una delle città dove i nuovi gruppi di internet si stanno diffondendo più velocemente: poco distante dalla sede di Alibaba sorge la "Dream Town" delle start-up, che oggi conta circa 500 nuove attività e punta ad arrivare presto a diecimila nuovi gruppi attivi nel settore di internet e dei servizi, da quelli finanziari fino al turismo e alla logistica. Tra le fonti di finanziamento ci sono investimenti delle aziende locali, sovvenzioni pubbliche e, soprattutto, il gigante dell'e-commerce mondiale che ha il suo quartier generale a pochi chilometri di distanza.

 

27 MAGGIO 2016

 

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