IL WEB CINESE SUPERA I 500 MLN DI UTENTI

Pechino, 29 set. – Prosegue la crescita vertiginosa del popolo del web che supera quota 500 milioni di utenti. In soli tre mesi, 15mila nuovi netizens sono entrati a far parte di quella comunità che desta sempre più preoccupazioni alle autorità di Pechino. E intanto il tasso di popolarizzazione di internet si attesta al +40%. A riferirlo è Wang Chen, presidente dell'Ufficio dell'Informazione del Consiglio di Stato, nel corso della quarta tavola rotonda su internet sino-britannica che vede confrontarsi oltre 100 rappresentanti di dipartimenti governativi di entrambi i Paesi.
Secondo le ultime statistiche del China Internet Network Information Center, che risalgono allo scorso luglio, a giugno il numero di cibernauti aveva raggiunto i 485 milioni e di questi oltre 130 milioni, circa il 27%, provengono dalle zone rurali. La meta dei cittadini del web – spiega ancora Wang che ne traccia un ritratto – comunicano e condividono informazioni attraverso i social network i quali registrano una diffusione sempre più rapida.
"L'industria di internet è diventata sempre più importante" ha commentato Wang sottolineando che l'e-commerce offre 2 milioni di posti di lavoro diretti e 13 milioni indiretti.
Alla diffusione dell'utilizzo del web nel Paese di Mezzo ha contribuito anche la possibilità, sancita lo scorso anno dall'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), di registrare domini e indirizzi web direttamente in caratteri cinesi, rendendo internet accessibile anche a quelle larghe fasce della popolazione che non hanno dimestichezza con i caratteri latini.
Il web cinese suscita sempre più interessi e appetiti anche all'estero: l'anno scorso l'offerta iniziale di acquisto lanciata presso la borsa di New York da Youku - la versione del Dragone di Youtube - ha conseguito i guadagni più alti raggiunti sulla piazza americana negli ultimi cinque anni; due settimane dopo, a Pechino sbarcava il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg,che ha incontrato i vertici di Baidu - il Google cinese – tanto che ad aprile la compagnia di Palo Alto e il colosso cinese hanno siglato un accordo per la creazione di un social network diverso da Facebook .
Ma in Cina internet è sopratutto un forum sul quale i cittadini tentano di esprimere le loro opinioni, e come tale viene attentamente filtrato dal governo: oltre al blocco di social network come Facebook,Twitter e YouTube, la censura filtra puntualmente tutti i contenuti sgraditi attraverso sofisticati software – soprannominati "La Grande Muraglia di Fuoco"- e tramite l'ausilio di squadre di navigatori che segnalano alle autorità notizie, commenti e blog su argomenti politicamente sensibili. Nonostante la grande diffusione del web, Pechino non solo non abbassa la guardia, ma in seguito alle proteste dei Gelsomini dello scorso febbraio (questo dossier) , stringe ancora di più le maglie della censura.
Solo pochi giorni fa, Sina Corp. - il primo operatore di servizi di microblog cinese - punta alla realizzazione di un "sistema di credibilità" per limitare la diffusione sul web di false notizie. Lo ha comunicato lo stesso Charles Chao, presidente della compagnia, aggiungendo che i trasgressori saranno puniti con una serie di pene più o meno dure a seconda dell'entità del 'reato'. "Molti rumor vengono pubblicati con intenti maligni, altri nascono invece dal fatto che Weibo – il Twitter cinese prodotto di punta di Sina Corp. – mette a disposizione degli utenti solo 140 caratteri cinesi. Spesso il sunto dei fatti che ne viene fuori costituisce in realtà un'informazione distorta" ha spiegato Chao, intervenuto domenica al China Digital Media Summit di Pechino. Per il momento il sistema è ancora in fase embrionale, ma "dovrebbe funzionare più o meno come i siti di e-commerce". Ma per molti, la mossa non è altro che la dimostrazione che la lunga mano della censura ha raggiunto il microblog.
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