IL SUCCESSO DIGITALE DI UNO STRANIERO IN CINA

DI MICHELE TRAVIERSO
Marc van der Chijs è riuscito dove pochi altri imprenditori stranieri in Cina possono vantare dei successi: online. Per ben due volte. La prima, nel 2004: ha cofondato Tudou (letteralmente "patata"), erroneamente chiamato in causa come la "copia cinese" di Youtube quando invece ha fatto lo streaming del primo video una settimana prima della piattaforma di video sharing acquistata da Google nel 2006. La seconda, portando al successo una piccola società olandese di casual games, Spil Games. Arrivato a Pechino per conto di Mercedes Benz nel 1999, ora vive a Shanghai, dove hanno sede le sue due creazioni. Olandese di nascita (di Arnhem), Marc van der Chijs ha vissuto la maggior parte della sua vita all'estero, un uomo dall'apparenza mite, che ha però dimostrato grande intuito e determinazione.
L'idea di Tudou nacque durante una partita a golf tra Marc van der Chijs e quello che oggi è il Ceo di Tudou, Gary Wang, un collega di Mba della moglie di Mr van der Chijs. I due discussero dell'idea di creare un audio podcast, riflettendo però sul fatto che costruire audience solo con l'audio è molto più complesso (quando si pensa a dei contenuti digital "virali" si parla soprattutto di video). Tudou ha vissuto una crescita tanto forsennata quanto quella del paese stesso. La "patata" – il nome richiama l'espressione in lingua inglese «couch potato», cioè una persona che spende la maggior parte del tempo davanti allo schermo della tv – punta al pareggio già nel 2010 e offre numeri di tutto rilievo. Gli introiti pubblicitari sono cresciuti infatti del 40% nell'ultimo quarto. Tudou ha anche un canale che distribuisce contenuti in licenza e in alta definizione (http://hd.tudou.com) costruito sul modello di Hulu.
I siti di video sharing sono considerati "sensibili" dal governo, con tutto quel che ne consegue. Mr van der Chijs riconosce che la sua nazionalità avrebbe potuto essere una criticità se fosse impegnato nella gestione quotidiana della piattaforma di video sharing, ma essere solamente un membro (comunque influente) del cda lo tiene al riparo dalle questioni più strettamente locali. Il Sarft, l'ente che controlla le televisioni, le radio e l'industria cinematografica, ha richiesto nel 2008 che tutte le piattaforme di video sharing siano dotate di licenza. I siti più grossi sono riusciti quasi tutti a ottenerla, in cambio di ulteriori garanzie sul controllo dei contenuti, ma il rischio di incorrere nelle ire dei censori, sia pur abbastanza improbabile, per le dinamiche di equilibrio che si sono venute a creare, è sempre presente. Tudou stessa è rimasta offline per alcuni giorni nella primavera del 2008, ufficialmente per operazioni di manutenzione, ma più probabilmente per operazione di "pulitura" dei propri contenuti.
Le strategie di monetizzazione sono legate soprattutto alla pubblicità, via tradizionale, e alla tanto decantata "convergenza", la strada dell'innovazione. Come spesso accade, innovazione in Cina significa spesso nuovi modelli di business invece di nuovi transistor e Tudou non fa eccezione: ha recentemente stipulato un accordo con China Mobile, il principale mobile carrier cinese, per distribuire i video contenuti sulla loro piattaforma ai clienti 3G di China Mobile a fronte del pagamento di 6 renmimbi (circa 0,6 Euro) al mese. Gli introiti sono condivisi con il carrier, ma questo affare poco publicizzato può potenzialmente rivoluzionare l'industria.
Il secondo successo di Marc van der Chijs è stato rendere una piccola società olandese, quella che ora si chiama Spil Games, la principale creatice di casual games del mondo. Non è tutto merito di Mr van der Chijs, non avendola neanche fondata (la società è nata nel 2001), ma la Cina ha giocato la parte del leone in questa crescita vertiginosa. Nel 2006, mentre sta gradualmente abbandonando incarichi gestionali al l'interno di Tudou, Mr van der Chijs viene contattato sul suo blog da Spil Games e nel giro di poche settimane, dopo averne realizzato il potenziale, si ritrova a gestire le operations in Asia per loro.
Spil Games opera due siti in Cina, uno in Giappone, India, Malaysia, Indonesia e in altri paesi in Asia, ma il focus è soprattutto sul Paese di mezzo. Producendo soprattutto casual games è una delle società candidate a beneficiare della rivoluzione in atto tra i produttori di free games, con l'introduzione dell'elemento "sociale". In Cina i social network di successo non hanno open Api, quindi ciascun accordo va negoziato e gestito tecnicamente ex novo, ma la Cina ha un volume di spesa enorme per l'acquisto di virtual items. La pubblicità in ogni caso rimane la principale fonte di reddito di Spil Games.
Anche l'industria dei giochi è considerata "sensibile" dal governo e per questo pesantemente regolata, ma il rischio principale è sempre la concorrenza. Per quanto riguarda i mobile games, van der Chijs scommette su Android e non su iPhone, che ha registrato vendite non all'altezza delle aspettative in Cina.

24/12/2009