Il rilancio guarda al passato

«Con la collezione per il prossimo inverno siamo pronti a ripartire. E ripartiamo dal tennis, il nostro sport di riferimento». Jean Luc Battaglia, amministratore delegato della Sergio Tacchini da poco più di un anno, ha messo a punto la strategia di rilancio del marchio che dall'aprile 2008 è di proprietà di Billy Ngok, imprenditore cinese il cui gruppo produce e distribuisce in Cina diversi brand italiani e che alla fine dell'anno scorso era stato a lungo in trattativa per rilevare da It Holding il marchio Ferré.
Il futuro della Sergio Tacchini prende il via guardando al passato: «Le nostre linee più esclusive – spiega Battaglia, che negli ultimi otto anni aveva lavorato per il gruppo Diesel – si chiamano Archivio '60 e Archivio '80 e sono la riproduzione fedele, non una semplice rivisitazione, dei capi da tennis originali dell'epoca. Cambiano soltanto i materiali, più tecnici e ricercati». Per dare più visibilità a questa scelta tutta legata al tennis l'azienda ha investito nella sponsorizzazione del Torneo di Montecarlo, degli Internazionali di Roma e degli incontri che si terranno a Shanghai in ottobre.
La Cina è uno degli obiettivi più importanti della Sergio Tacchini, non solo perché lì avviene la maggior parte della produzione («facciamo qualcosa anche in Europa mentre il top di gamma è prodotto in Italia. Tutto comunque è disegnato dal nuovo direttore creativo Mauro Taliani» spiega Battaglia) ma anche perché questo è un grande mercato potenziale per il marchio italiano, che ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2008 con 52 milioni di ricavi mentre quello del 2009 dovrebbe registrare un fatturato in calo. «In Cina giocano molto a tennis, soprattutto le donne» aggiunge l'a.d. È così che proprio in Cina si aprirà, nella seconda metà di quest'anno, il primo negozio monomarca di Sergio Tacchini.
Nel frattempo è stato fatto anche un grosso lavoro di "pulizia" della distribuzione: «Abbiamo tagliato moltissimi clienti – dice Battaglia – cercando di selezionare i migliori, con una riduzione pilotata del fatturato intorno al 40%. È da questo punto che l'azienda è pronta a ripartire».
C. J.
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11/07/2009