IL DESIGN ITALIANO ALLA TRIENNALE DI PECHINO

IL DESIGN ITALIANO ALLA  TRIENNALE DI PECHINO

Pechino, 28 set.- Il titolo è "Ren: Good Design": con oltre 6mila metri quadrati di spazio espositivo all'interno del nuovo Museo Nazionale Cinese a Piazza Tiananmen, si è inaugurata mercoledì la prima Triennale di Pechino sul Design Internazionale, organizzata all'interno della Beijing Design Week.

 

Design "buono", sia perché consente di migliorare per l'utente-consumatore la fruibilità di oggetti di ogni giorno, sia per un occhio particolare ai materiali riciclabili e alla sostenibilità ambientale: è il caso, ad esempio, della sezione "Good Guys", dove si esplorano le possibilità del minor impatto possibile attraverso oggetti come le biciclette elettriche - molto utilizzate in Cina - alimentate ad energia solare.

 

La sezione "Creative Junctions" è stata curata dalla italiana Gilda Bojardi, caporedattore delle riviste Interni Magazine e GCASA, nonché Chief Planner della Milano Design Week: "L'idea è di proporre una selezione di progetti e prodotti 'glocal'- ha detto Boiardi- per rappresentare la capacità di un oggetto di conservare le caratteristiche specifiche del design del paese di provenienza e, allo stesso tempo, approcciare il mercato mondiale".

 

"Sia sul piano organizzativo che dei contenuti – ha dichiarato l'Ambasciatore d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese Attilio Massimo Iannucci – la mostra rappresenta una importante vetrina per la tradizione e l'eccellenza del design italiano che, assieme ad altri contributi cinesi e internazionali di assoluto spessore, ha collaborato con il comitato organizzativo per l'allestimento e la realizzazione della Triennale. Mi auguro che questa manifestazione, nata sotto i migliori auspici, si arricchisca in futuro di ulteriori realtà di successo del design industriale targato Italia".

 

Ma quanto è importante la partnership con Milano? "Penso che le aziende italiane abbiamo un mercato potenziale straordinario in Cina – dice l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Stefano Boeri- soprattutto in ragione del fatto che negli ultimi anni l'aumento del reddito ha reso accessibile per il ceto medio cinese  tutto un sistema di utensili, arredi e qualità della vita tra cui rientra il design.  L'idea del gemellaggio con la Triennale di Milano è un'idea forte, andrà riorganizzata in maniera molto più grande l'anno prossimo. Ma da un lato, se questo mercato è straordinario, dall'altro si tratta di un contesto complicato. Spesso le aziende italiane si sono mosse in maniera un po' arrogante, pensando che bastasse venire qui e mostrare le loro bellissime cose, ma quelle che hanno avuto successo sono solo quelle che hanno mostrato ostinazione, modestia, e intelligenza".

 

Completano la prima Triennale del Design di Pechino le esibizioni "Rethinking Bamboo" (sugli impieghi alternativi del bambù), "Reason-Design-Emotion", e "What If", che forse delude un po' per la poca voglia di osare nell'immaginazione di presenti e futuri alternativi.

 

In programma al Museo Nazionale di Pechino fino al prossimo 17 ottobre.

 

 

di Antonio Talia

 

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