FESTA DELLA REPUBBLICA: CRONACA DALL'EXPO

FESTA DELLA REPUBBLICA: CRONACA DALL'EXPO

Shanghai, 3 giu. – Riflettori puntati sul padiglione italiano – ombelico dell'Expo per un giorno – e su uno dei maggiori compositori a livello internazionale, il Maestro Ennio Morricone, che ieri sera si è esibito in concerto presso l'Expo Center. In occasione della Festa della Repubblica, gli appuntamenti organizzati dal Commissariato Generale del Governo italiano per l'Expo 2010 hanno dinamizzato quello che avrebbe potuto essere un 'banale' martedì di inizio estate. Cominciati in prima mattinata, gli eventi hanno seguito un percorso a zig zag tra il padiglione italiano, l'Expo Center e il padiglione cinese; e il ritmo incalzante degli appuntamenti e degli spostamenti si è mantenuto fino alla prima serata, quando la tensione degli addetti ai lavori e la stanchezza dei partecipanti si sono sciolte sulle note delle colonne sonore del Maestro. La giornata di festa si è aperta con una visita del padiglione da parte degli oltre 500 imprenditori della missione di sistema. Guidata dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi e dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, la delegazione – atterrata a Shanghai dopo aver fatto tappa a Chongqing e già stamane ripartita alla volta della capitale, terza e ultima sosta del proprio viaggio in Cina – ha avuto il piacere di apprezzare l'esposizione temporanea dedicata alla Regione Marche. I partecipanti sono rimasti sorpresi dalle animazioni in tecnica 3D stereoscopica realizzate dallo studio Rainbow S.p.A e hanno espresso simpatia per le fatine Winx, chiamate ad essere ambasciatrici di una terra che combina creatività, produttività e stile di vita a misura d'uomo. Alla visita del padiglione è poi seguito un primo trasferimento presso l'Expo Center dove si sono svolte le celebrazioni ufficiali alla presenza di Zhang Xiaoqiang, vice direttore generale della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, la cerimonia dell'alzabandiera e l'esibizione a cura della Fanfara dei Carabinieri. Nel primo pomeriggio, dopo un veloce sopraluogo al padiglione cinese, e mentre la restante parte della nutrita delegazione continuava la propria visita all'interno del parco Expo, il vice ministro per lo sviluppo economico Adolfo Urso ha concesso una conferenza stampa. Interrogato dai giornalisti sulle proprie impressioni sul padiglione cinese e italiano, il vice ministro ha dichiarato di essere stato particolarmente colpito dal filmato che viene proiettato all'interno del padiglione cinese "da cui mi sembra emergono fondamentalmente due grandi valori: il primo, quello della coesione sociale e della solidarietà; il secondo, quello del rapporto tra l'urbanizzazione – quindi la modernità – e la natura". "In sostanza – ha commentato ancora Urso – credo che il messaggio che si vuole dare è che si può correre verso il futuro, rimanendo coesi dal punto di vista sociale e nel contempo nel rispetto dell'ambiente". Riferendosi al padiglione italiano, il vice ministro ha poi affermato: "Come avete potuto vedere in questo padiglione l'arte italiana si coniuga con i prodotti italiani. Il prodotto italiano – sia esso un abito, una calzatura, una macchina o una poltrona – è sempre il prodotto di un design, di un'arte, di una creazione. Le sedie che avete visto esposte, così come gli abiti, così come le macchine strumentali, sembrano delle sculture; in realtà sono altre forme artistiche che si esprimono nella cultura del lavoro e dell'impresa. Per questo il padiglione italiano è anche un padiglione dell'arte e della cultura, del lavoro e della produzione, dove in qualche misura si coniugano la bellezza e la tecnologia, il passato e il futuro ". Rispondendo a una domanda di AgiChina24, il ministro ha inoltre commentato la scelta delle tre tappe (Chongqing, Shanghai e Pechino) toccate dalla missione di sistema: "Abbiamo scelto queste tre tappe perché rappresentano i tre grandi poli di sviluppo della Cina, tre poli di sviluppo diversi ma tutti importanti. Shanghai come polo di sviluppo più moderno e tecnologico, anche dal punto di vista architettonico, marittimo e portuale; Pechino – con Tianjin – importante polo di sviluppo nella parte settentrionale del Paese e ovviamente capitale politica; Chongqing, che sarà una città di secondo livello, ma che certamente è il polo di sviluppo che cresce più velocemente e che offre le maggiori opportunità; la città meno conosciuta per gli italiani, ma anche la nuova frontiera economica occidentale della Cina". Per tutta la giornata il padiglione è stato caratterizzato da un via vai continuo di personaggi politici e di esponenti del tessuto imprenditoriale italiano: tra i principali VIP il presidente della FIAT, John Elkan, e Ermenegildo Zegna. In prima serata, la comunità italiana si è poi nuovamente raccolta all'Expo Center per ascoltare l'esibizione di Morricone. Il 1 giugno, a confronto con i giornalisti, il Maestro si era detto emozionato in previsione dell'esposizione. "Tenere un concerto davanti a così tante persone è sempre una grande responsabilità; c'è poi la preoccupazione di suonare qui, a rappresentare l'Italia. Vogliamo fare un concerto di grande tensione, espressività, tecnica strumentale, di brani che sono stati scelti in maniera molto accurata", aveva dichiarato. A giudicare dallo scroscio di applausi che sono seguiti alla fine dell'esibizione, si direbbe che l'82enne Maestro, accompagnato dall'Orchestra di Roma e da 80 coristi cinesi, abbia conquistato il pubblico, suggellando una giornata dal retrogusto della 'Dolce Vita' italiana condivisa con i visitatori cinesi.

 

di Giulia Ziggiotti

 

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