EXPO: LA PRIMA PIETRA  DEL PADIGLIONE ITALIANO

EXPO: LA PRIMA PIETRA  DEL PADIGLIONE ITALIANO
Manca meno di un anno all'inizio dell'Expo di Shanghai 2010: il Commissario Generale del Governo per l'Expo 2010, Beniamino Quintieri, ha posato la prima pietra del Padiglione Italiano, progettato dall'architetto Giampaolo Imbrighi. Presenti l'Ambasciatore d'Italia Riccardo Sessa, il Console Generale d'Italia a Shanghai Massimo Roscigno e il Direttore  Generale del Comitato Organizzatore dell'Expo Hong Hao, la celebrazione si è svolta secondo la tradizione cinese del Dianjiyishi: uno scavo simbolico del terreno nel punto dove sorgerà il Padiglione accompagnato dalla danza propiziatoria di due dragoni, seguita dallo scoppio di petardi per scacciare gli spiriti maligni dal terreno. "L'area è diventata un enorme cantiere in pochi mesi" spiega Quintieri. "La consegna del padiglione italiano è prevista per la fine del 2009 o al massimo per il gennaio 2010. Nella costruzione sono coinvolte 32 imprese italiane che hanno davvero fatto a gara per essere presenti, tanto che a malincuore abbiamo dovuto dire di no a qualcuno che si era proposto: mi sembra un segnale di quanto, soprattutto in questi tempi di crisi, le aziende italiane guardino alla Cina come ad una mèta privilegiata". Alcuni paesi potrebbero ridimensionare la loro presenza a Shanghai: come sarà la prima Esposizione ai tempi della crisi globale? "Non c'è alcuna modifica nella nostra tabella di marcia" dice l'Ambasciatore Sessa. "Credo che i cinesi apprezzino la conferma che l'Italia parteciperà ai massimi livelli. Io concepisco l'Expo come una vetrina ideale per mettere in mostra il meglio che la tecnologia e lo stile di vita italiano hanno da dire sul tema del 2010, 'Better City- Better Life'". Nonostante il regolamento del Bureau Internationals des Expositions preveda lo smantellamento totale dei padiglioni alla fine della manifestazione, da diversi mesi si rincorrono voci sulla rilocalizzazione delle costruzioni più significative in un'altra area di Shanghai. "Le autorità cinesi ci hanno fatto capire che avrebbero piacere  a mantenere a Shanghai alcuni dei padiglioni  più belli. Se troveranno un accordo col Bureau, sia l'Ambasciata che il Commissariato si batteranno affinché quello italiano sia tra questi, come gli stessi cinesi si aspettano. Ma è ancora prematuro parlarne" dice Sessa. L'Expo, si sa, non è una banale fiera: come possono partecipare le imprese italiane? Secondo Quintieri la chiave sta negli eventi organizzati in collaborazione con associazioni imprenditoriali e con le istituzioni: "Sono quelli gli spazi designati, gli eventi tematici: attività temporalmente limitate e, ovviamente, legate al tema dell'Expo".  Oltre al Padiglione, tre città italiane – Venezia, Bologna e Milano- saranno presenti nella sezione "Urban Best Practices" e proprio Milano, che ospiterà l'Expo 2015 dal tema "Le Città dell'Uomo", sarà protagonista di una staffetta ideale con Shanghai: "Il contatto diretto tra Milano e l'Expo di Shanghai segue una strada diversa  –spiega il Ministro Maria Assunta Accili, diplomatico che ha assunto il ruolo di Segretario Generale per il Commissariato – e aveva effettivamente subito una battuta d'arresto. Non abbiamo ulteriori informazioni sull'argomento, ma i rapporti dovrebbero riprendere a breve. Di sicuro, Milano deve svolgere un ruolo molto importante". Le autorità cinesi prevedono 70 milioni di visitatori. "Per il Padiglione italiano ne aspettiamo almeno un milione" conclude Quintieri.