E Pechino firma contratto da 2, 5 miliardi

Sissi Bellomo
Mentre a Ginevra si stava già preparando l'incontro del Cinque più uno, sull'altra sponda del lago Lemano la Cina stava concludendo affari miliardari proprio con l'Iran. Secondo notizie trapelate ieri, rappresentanti della China National Petroleum Corp (Cnpc) si trovavano domenica negli uffici della Naftiran Intertrade Co (Nico), a Pully, un sobborgo di Losanna. Obiettivo della visita: la firma di un contratto da 2,5 miliardi di dollari per lo sviluppo di South Azadegan, l'area meridionale di uno dei maggiori giacimenti di petrolio nel mondo, con riserve stimate di 42 miliardi di barili, scoperto nel 1999 e finora poco sfruttato a causa delle sanzioni contro l'Iran.
I cinesi della Cnpc – che da gennaio erano già partner degli iraniani in North Azadegan – si sono aggiudicati il 70% dei diritti nella "zona sud" (il 20% è resta in mano alla Nico e il 10% è dei giapponesi di Inpex). Quello per Azadegan non è che l'ultimo di una serie di contratti che la Cina ha recentemente siglato con l'Iran, traendo vantaggio – piuttosto che facendosi scoraggiare – dalle crescenti tensioni internazionali. Pechino si sta dimostrando molto pronta nell'occupare ogni spazio lasciato libero dai concorrenti occidentali, subentrando loro nei contratti di fornitura di benzina, così come nelle partecipazioni nell'upstream. Esemplare il caso South Pars, il maxi-giacimento di gas, in cui la stessa Cnpc in giugno ha "rubato il posto" ai francesi di Total, promettendo di investire al loro posto 4,7 miliardi di dollari.
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30/09/2009