Double degree a quota 300

PAGINA A CURA DI
Eleonora Della Ratta
Studiare per una laurea e ottenerne due. E quanto accade a chi sceglie un corso universitario che prevede il rilascio del doppio titolo, quello italiano e l'omologo in un Paese straniero. Anno dopo anno le università cercano di offrire sempre più opportunità per chi vuole studiare all'estero e avere un'esperienza a livello internazionale: se nel 2010 erano 38 gli atenei che avevano nella propria offerta formativa facoltà che rilasciavano un double degree, per il prossimo anno accademico sono 45 per un totale di 304 corsi di questo tipo, nelle facoltà più diverse, da economia a ingegneria.
Si tratta di un percorso impegnativo: metà del corso di laurea si svolge in Italia, nell'ateneo a cui ci si iscrive, e per l'altra metà all'estero. Oltre a seguire le lezioni e sostenere i relativi esami viene svolto anche uno stage fuori dall'Italia, così da poter entrare in contatto con il mondo del lavoro nel Paese ospitante. Fondamentale per l'iscrizione è la conoscenza delle lingue straniere: in genere è richiesta solo una buona padronanza dell'inglese, visto che è anche per le lezioni, ma è titolo di merito anche la conoscenza della lingua del Paese ospitante, soprattutto se europeo. Al termine degli studi viene discussa la tesi nella sede a cui ci si iscrive e si ottengono due lauree, quella italiana e quella straniera.
Le maggiori opportunità di scelta vengono proposte a chi si iscrive alle lauree tecniche nelle università che appartengono al consorzio del Time (Top industrial managers of Europe): sui doppi titoli viene rilasciato il bollino di garanzia Time double degree che prevede almeno tre semestri passati all'estero. In Italia gli atenei aderenti al Time sono i Politecnici di Milano e Torino, l'Università di Padova e quella di Trento. Al Politecnico di Milano c'è solo l'imbarazzo della scelta: 45 i corsi di laurea che prevedono il doppio titolo, da architettura a ingegneria aeronautica, dei quali 15 di primo livello e gli altri per la laurea specialistica. L'ateneo ha stretto accordi con molte università europee, ma anche negli Stati Uniti, Sud America, con università cinesi e con la Turchia. Anche al Politecnico di Torino ci sono ben 28 corsi di laurea che prevedono il rilascio del doppio titolo, non solo con i Paesi dell'Unione europea, in particolare Francia e Germania, ma anche con Stati Uniti, Australia e i Paesi del Sud America (Brasile, Argentina e Cile). Interessante anche il corso in ecodesign che rilascia il doppio titolo con la Cina. Sono soprattutto i corsi di secondo livello a prevedere questa opportunità, ma le matricole di ingegneria possono scegliere tra cinque corsi a metà tra Italia e Francia, Irlanda o Cina.
Ampia scelta di curriculum internazionali anche all'Università La Sapienza di Roma, con 45 corsi, all'Università di Bologna (28), Padova (21) e Trento (20). Tra le facoltà con maggior numero di corsi double degree troviamo, oltre a quelle tecniche, economia e giurisprudenza, ma anche matematica e lettere. Oltre al doppio titolo, poi, alcune università propongono corsi che rilasciano un titolo congiunto: si tratta di una laurea unica riconosciuta in due paesi. Anche in questo caso si deve trascorrere almeno un semestre e sostenere alcuni esami all'estero, nell'università che ha stretto l'accordo con l'ateneo italiano.
Studiare all'estero richiede impegno, soprattutto per tempi così lunghi, ma ripaga al momento di entrare nel mondo del lavoro: un doppio titolo o un titolo congiunto hanno un notevole peso nel curriculum e vengono valutate positivamente in fase di selezione.
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IN CRESCITA
45

Sono gli atenei che rilasciano il doppio titolo, il 56% del totale

40%

L'obiettivo di laureati indicato dalla Ue: in Italia siamo al 19%

304

Corsi di laurea double degree, soprattutto di ingegneria e architettura



ALL'ESTERO
Studi in università straniere
Per frequentare un'università straniera è essenziale informarsi per tempo su quali sono i requisiti, avere un'ottima padronanza della lingua e pianificare il budget di spesa. Studiare all'estero, infatti, costa molto soprattutto perché l'ammontare delle tasse può essere notevole: nelle università più esclusive degli Stati Uniti si aggirano intorno ai 30/40mila dollari.
Un aiuto arriva per i più bravi dalle borse di studio: la maggior parte delle borse si rivolgono a laureandi, ma ne esistono anche per i diplomati. Il limite di età per presentare domanda varia in base al tipo di finanziamento, ma in genere è di 25 anni per i diplomati e 35 anni per chi ha una laurea di primo livello. Fondamentale è avere un buon curriculum.
Ogni anno il ministero degli Esteri pubblica sul proprio sito (www.esteri.it) l'elenco delle istituzioni estere che offrono una borsa di studio, divise per Paese: occorre muoversi per tempo, visto che spesso la scadenza è sei mesi prima dell'inizio dell'anno accademico. L'entità degli aiuti varia molto: l'ambasciata cinese, per esempio, offre 1.400 yuan (circa 150 euro) per gli studenti che vogliono frequentare l'università in Cina, libri e alloggio gratuiti e l'esenzione dalle tasse; ma in genere l'alloggio è a carico dello studente. Borse di studio vengono messe a disposizione anche dall'Unesco e dalle singole università, che però concedono gli aiuti solo dopo essere stati ammessi ed essersi iscritti.
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13/06/2011