DOMANDE & RISPOSTE

Chi può emettere obbligazioni denominate in renminbi?
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Da luglio qualunque istituzione finanziaria o industriale non cinese può finanziarsi o emettere obbligazioni denominate in renminbi (detto anche yuan), cioè nella valuta cinese. In precedenza non era possibile: chi voleva investire in Cina, doveva raccogliere i capitali in valute estere e poi convertirle presso la banca centrale cinese. Da luglio, invece, è possibile finanziarsi direttamente in renminbi, usufruendo della piazza di Hong Kong.



Perché la Cina ha aperto alle imprese internazionali la possibilità di finanziarsi in renminbi?
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Questo è un primo passo per rendere più facili gli investimenti esteri in Cina. Ma Pechino, secondo gli esperti, ha ambizioni molto maggiori: intende rendere, a piccoli passi, lo yuan una valuta internazionale. Nel lungo termine sogna probabilmente di fare della moneta cinese una valuta di riserva mondiale, come attualmente il dollaro. Per Pechino questo è un modo per smarcarsi anche dal dollaro Usa, che attualmente rappresenta la valuta di riferimento delle riserve della banca centrale.



Perché Pechino si muove così lentamente?
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Perché per rendere il renminbi una valuta internazionale in breve tempo dovrebbe renderla liberamente convertibile. Dato che questo comporterebbe un rincaro della valuta cinese, strozzando le esportazioni, Pechino non vuole. Ha deciso dunque di liberalizzare lo yuan molto lentamente, per non perdere il privilegio di una valuta non liberamente convertibile.



Servono autorizzazioni governative per emettere bond in renminbi?
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No. Secondo lo studio legale Linklaters, se le obbligazioni sono collocate presso investitori professionali non servono via libera delle Autorità di Hong Kong. Non servono autorizzazioni neppure dalle Autorità della Repubblica popolare, se i capitali raccolti restano fuori dalla Cina. Se i denari vengono invece portati in Cina, in alcuni casi può essere necessaria un'autorizzazione.



Si possono utilizzare i ricavi realizzati in Cina per rimborsare i bond in renminbi?
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Sì. Ogni impresa estera localizzata in una delle 20 città designate per il «Pilot Scheme» può rimandare i dividendi e i fatturati realizzati in renminbi alle proprie case madri fuori dalla Cina.

07/01/2011