DELITTO REPORTER, FURTO O BAVAGLIO?

DELITTO REPORTER, FURTO O BAVAGLIO?

Pechino, 22 set. – L'olio di scolo utilizzato nei ristoranti di diverse province cinesi sembra aver fatto la sua prima vittima. A farne le spese nessun consumatore, bensì un giornalista della tv di Luoyang, nella provincia dell'Henan, impegnato in un'inchiesta sulla vendita e utilizzo illegale di olio riciclato. In base a una prima ricostruzione, lunedì notte Li Xiang, 30 anni, è stato fermato da alcune persone nei pressi del suo appartamento e ucciso con 10 coltellate. Gli assassini sono fuggiti all'istante portando via pc portatile, telecamera e portafogli dell'uomo. Un semplice furto senza doppi fini: questa la versione dei fatti della polizia locale che mercoledì ha arrestato due sospettati del delitto: Li Junzhao, 24 anni, e Zhang Xiaobo, 28. I due, sostengono le autorità, sono entrambi disoccupati e non avevano mai sentito parlare del giornalista prima di allora.

 


Caso chiuso? Per il popolo del web la morte del giornalista è strettamente collegata alla sua attività giornalistica. Di recente l'uomo aveva seguito in modo attivo gli sviluppi dell'ultimo scandalo alimentare che ha macchiato ancora una volta l'immagine della Cina. Trentadue persone sono finite in manette perché coinvolte in un giro di riciclo, vendita e/o impiego di olio di scolo rilavorato e riutilizzato nei ristoranti come olio da cucina seppur altamente tossico e cancerogeno. Una truffa che, secondo quanto riferito dal ministero della Pubblica Sicurezza, ha inoltre portato al sequestro di oltre 100 tonnellate di olio di scolo proveniente dalle province dello Shangdong, Zhejiang e Henan. Cifre che non devono sorprendere se si considera che il riciclo annuale di olio tossico si aggira attorno ai 2 milioni di tonnellate.

 


E di questo scandalo Li Xiang, che avrebbe dovuto sposarsi il mese prossimo, aveva parlato più volte nel suo blog con tanto di riferimento a un'azienda locale che si occupava della rilavorazione e rivendita di olio di scarto dei ristoranti. Un ultimo post il 15 settembre e poi il silenzio.

 


Intanto il popolo della rete insorge: "La morte di Li Xiang è il risultato delle indagini sugli scandali alimentari condotte dalla polizia" scrive su Weibo, il twitter cinese, un utente. "Il delitto è strettamente collegato alle sue denunce" gli fa eco un altro internauta.

 


di Sonia Montrella

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