Da Napolitano il futuro presidente della Cina

ROMA
Per ora è un vice, ma tra un anno diventerà il presidente della Repubblica Popolare Cinese. Xi Jinping è di certo la personalità più in vista e di maggiore interesse tra quelle arrivate nelle ultime ore a Roma per partecipare alle celebrazioni del 2 giugno nell'anno in cui ricorre il 150esimo dell'Unità d'Italia.
Grande la soddisfazione di Giorgio Napolitano per il gran numero e l'alto livello delle adesioni internazionali alle celebrazioni, con l'arrivo di 80 delegazioni di paesi e organizzazioni internazionali e 31 capi di Stato di tutte le parti del mondo. Un raduno che non ha precedenti in Italia.
Numerosi gli incontri di ieri, tra cui il colloquio di 45 minuti con il vicepresidente Usa Joe Biden. «Fra Italia e Stati Uniti – ha ricordato Napolitano – esiste un colloquio continuo e sempre aperto». Tra i summit realizzati, ieri il Presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale il numero due di Pechino, presente il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Fitta l'agenda del leader cinese, che ieri ha visto anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Xi Jinping (57 anni), presidente della potentissima Scuola centrale del partito, membro del Comitato permanente dell'ufficio politico, dallo scorso ottobre è vicepresidente della Commissione centrale per gli Affari militari, incarico che rappresenta appunto l'anticamera prima alla poltrona di segretario generale del partito e poi alla carica suprema di capo di Stato.
Dopo l'intera giornata di oggi dedicata alle celebrazioni, domani Xi Jinping incontrerà a villa Doria Pamphili il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e i vertici del governo italiano nella cornice istituzionale del l'anno della cultura della Cina in Italia.
L'obiettivo, fanno sapere fonti diplomatiche dell'Ambasciata cinese di Roma, è rafforzare la cooperazione in tutti i settori. Il «partenariato globale strategico» siglato tra i due Paesi è il fiore all'occhiello del Comitato Intergovernativo Italia-Cina istituito nel 2004 e presieduto dal ministro Frattini - che vedrà a quattr'occhi Xi la mattina di domani - e dall'omologo cinese Yang Jiechi. Proprio il capo della Farnesina sarà a Pechino nel mese di luglio come ospite d'onore del prossimo summit del Comitato. «Il vicepresidente Xi presenterà al governo italiano gli obiettivi strategici del 12mo Piano quinquennale e illustrerà la direzione che seguirà lo sviluppo della Cina nei prossimi cinque anni», ha segnalato ad AgiChina24 Yang Yenyen, capo ufficio stampa dell'ambasciata cinese a Roma. Crisi del debito sovrano, situazione libica, riforma del consiglio di sicurezza dell'Onu - «su cui i due Paesi condividono la stessa posizione» - saranno questi alcuni i temi su cui si confronteranno i capi di governo.
Domani l'agenda prevede anche un colloquio in mattinata con il leader del Pd, Pierluigi Bersani, poi il trasferimento a Milano dove è stata organizzata una cena con il gotha dell'imprenditoria e della finanza dalla Fondazione Italia-Cina, presieduta da Cesare Romiti, d'intesa con Ice e Farnesina. Infine, sabato - dopo una visita culturale (o in alternativa ad un'azienda hi-tech) l'incontro con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. L'agenda ancora riservata di Xi prevede anche che vi siano incontri a quattr'occhi sempre a Milano con i ministri Tremonti e Paolo Romani e con l'amministratore delegato per l'estero delle Assicurazioni Generali, Sergio Balbinot. tIl rapporto con il colosso assicurativo è considerato non solo a contenuto economico - visto che le Generali sono la maggiore impresa assicurativa estera che opera nel paese, oltre ad essere quella italiana con i maggiori volumi - ma anche politico, vista l'urgenza di Pechino di dare risposte sul tema pensionistico, prioritario nell'agenda di governo.
La trasferta romana di Xi ha sul tappeto, in modo del tutto informale, anche un cotè vaticano. Infatti al ricevimento al Quirinale sarà presente anche il Segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, ed è certo che i due si stringano la mano.
Tuttavia - dati i freddi rapporti tra Santa Sede e Pechino, che dal 1951 non hanno relazioni diplomatiche, e la drammatica situazione dei cattolici fedeli a Roma - da parte cinese è stata richiesta una sorta di blindatura del cerimoniale per evitare che si possano generare "equivoci".
Quindi Bertone e Xi non siederanno accanto alla cena del Quirinale - tra di loro è stato assicurato ci saranno «almeno altre due delegazioni» - e non ci dovrebbero essere foto di strette di mano. Insomma, l'ancora vice presidente vuole evitare prese di posizione, anche solo di immagine. Almeno per ora.
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02/06/2011