CROCE ROSSA CERCA NUOVA CREDIBILITA'

CROCE ROSSA CERCA  NUOVA CREDIBILITA'

Pechino 8 lug.- Travolta da una bufera di scandali e accusata di corruzione e uso improprio delle donazioni, la Croce Rossa cinese corre ai ripari promettendo più trasparenza. "Renderemo pubbliche le donazioni ricevute, le spese e qualsiasi altra attività" si legge nel comunicato diffuso giovedì dall'organizzazione.

 

A innescare le polemiche sull'operato della Croce Rossa cinese, alcune foto pubblicate lo scorso 27 giugno sulla rete da una ragazza, che si firma come Guo Meimei, che la immortalano appoggiata al cofano di auto di lusso, a bordo di aerei privati e accanto a pile di borse di Hermès. Sul suo profilo Weibo – una sorta di Twitter cinese - Meimei ha scritto che vive in una villa e possiede una Maserati, che definisce il suo "piccolo cavallo", e una Lamborghini (il piccolo toro). Ma soprattutto, la ventenne ha dichiarato di lavorare come "Direttore commerciale generale presso la Croce Rossa cinese (RCSC) (questo articolo)

 

Immediata la smentita della Croce Rossa che sostiene di non aver mai assunto la ragazza. Poi il dietro-front di Guo Meimei: "ho inventato un'occupazione". Ma le acque non si calmano. Giorni dopo, navigando in rete, la comunità cibernetica indignata ha scoperto che la ragazza è stata l'amante di Wang Jun (42 anni), membro della compagnia partner della Croce Rossa Cinese Zhonghong Boai Asset Managment Ltd. L'uomo, che si occupava principalmente di attività di fundraising, ha  confessato di aver regalato a Meimei una Maserati, una Lamborghini e diverse borse firmate. Regali, questi, che lo hanno costretto a dare le dimissioni.

 

Ma l'RCSC non è nuova agli scandali: lo scorso aprile alcuni microblog diffusero la foto di una ricevuta di un pranzo da 1.500 euro consumato da un membro della Croce Rossa in un ristorante di Shanghai. Inoltre, secondo il revisore dei conti nazionale, nel budget dello scorso anno dell'organizzazione emergono 5 discrepanze, che l'RCSC assicura non aver nulla a che fare con le donazioni. E nel frattempo aumenta lo scetticismo. Nel tentativo di mostrare maggiore trasparenza, RCSC ha aperto lunedì un microblog subito bersagliato da migliaia di utenti che chiedono di essere risarciti.

 

Tra i critici spicca soprattutto Li Na, la campionessa di tennis vincitrice degli Open di Francia divenuta ormai orgoglio nazionale. La tennista, che ha promesso di devolvere circa 50mila euro dei 740mila conquistati sulla terra rossa del Roland Garros ad una casa di accoglienza per anziani, disabili  e orfani dell'Wuhan, si è rifiutata di donare il denaro attraverso la Croce Rossa. "Vorrei davvero aiutare quelle persone e per questo motivo mi occupo personalmente della donazione" ha dichiarato.

 

di Sonia Montrella

 

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