COPYRIGHT, RISARCIMENTO MILIARDARIO

COPYRIGHT,  RISARCIMENTO MILIARDARIO

Pechino, 1 feb. - Una sentenza che potrebbe segnare un precedente storico nella protezione della proprietà intellettuale in Cina: il Tribunale Intermedio n.1 di Pechino ha giudicato due produttori cinesi di bollitori da tè colpevoli dell'utilizzo di tecnologie brevettate da una compagnia britannica, e li ha condannati al risarcimento record di 9.1 milioni di yuan (circa 910mila euro). "Questa sentenza è la prova che la rule of law in Cina sta migliorando – ha dichiarato il chief executive della compagnia inglese Strix, Paul Hussey – e incoraggerà gli investimenti in nuove tecnologie". Secondo Hussey, la decisione del tribunale di Pechino "è solo un pezzo di un puzzle molto più grande. E porta benefici a tutti: alla nostra compagnia, agl'inventori cinesi e ai consumatori globali. Le copie che utilizzavano la nostra tecnologia avevano prezzi più bassi, un risultato raggiunto risparmiando in sicurezza. Si trattava di un vantaggio sleale nei confronti di chi, come noi, spende ogni anno milioni di sterline in ricerca e sviluppo".La Strix, fondata nel 1951, ha uno stabilimento con circa 700 operai a operai a Canton; le due società cinesi colpevoli della violazione del suo copyright, la Zhejiang  Jiatai di Yuqing e la Leqing FaDa di Wenzhou, entrambe nella provincia dello Zhejiang, dovranno versare rispettivamente 7.1 e 2 milioni di yuan (710 e 200mila euro circa) alla casa inglese. Il governo centrale di Pechino sta difendendo da tempo la sua campagna contro la pirateria, che secondo il China Daily negli ultimi cinque mesi ha portato alla chiusura di 500 siti web che vendevano beni contraffatti, per un totale di 1.28 milioni di yuan; ma molti avvocati e rappresentanti commerciali statunitensi ed europei sostengono che il mercato del falso sia ancora a livelli estremamente preoccupanti: il rappresentante commerciale americano Ron Kirk, nella sua relazione annuale al Congresso, ha definito "ancora inaccettabilmente alto" il tasso di prodotti copiati in Cina, nonostante il numero di casi di violazione del copyright che i tribunali cinesi accettano di discutere sia in sensibile aumento.