Con il calendario si svela il successo dei nuovi italiani

di Carlo Giorgi
Quest'anno gli immigrati cinesi non devono far più paura. A crederci è Associna, associazione dei giovani di seconda generazione di origine cinese. Tanto che, per il 2009, "anno del bufalo" secondo l'oroscopo orientale, ha prodotto un calendario bilingue cinese e italiano: in ogni mese, il ritratto diverso di un giovane di seconda generazione che in Italia si è integrato, ha avuto successo e contribuisce all'economia del nostro Paese. Fisionomie orientali ed esistenze tutte italiane. Per far cadere, stagione dopo stagione, il peso dei pregiudizi.
Aprile, per esempio, ha lo sguardo pungente di Marco Wong, 45 anni, vice-presidente della filiale italiana della Huawei, colosso cinese delle telecomunicazioni.
«Sono nato a Bologna e cresciuto a Firenze, seguendo i miei genitori che avevano un'attività di pelletteria – racconta Marco –. Per facilitare la mia integrazione, in casa nessuno mi ha mai parlato cinese. Tanto che a 16 anni ho incominciato a studiarlo come lingua straniera, per riappropriarmi delle mie radici». Marco diventa ingegnere al Politecnico di Milano e incomincia a lavorare scoprendo presto di avere, rispetto ai suoi colleghi, una asso nella manica: «Ho cercato di mettere a frutto la conoscenza del cinese – continua – e le occasioni di carriera non sono mancate: nel '96 sono andato a lavorare in Cina per un'azienda del gruppo Telecom, facendo esperienza come direttore generale. Ho ripetuto l'esperienza come direttore acquisti in Perù, con lo stesso gruppo; e oggi, con la Huawei, non porto l'italianità all'estero ma la Cina in Italia». Per i ragazzi di seconda generazione la possibilità di creare "ponti economici" tra Roma e Pechino è più attuale che mai: «Oggi alla sola università Bocconi sono più di cento gli studenti immigrati o di origine cinese – spiega Marco –. E, a differenza di alcuni anni fa, in Cina, si riesce a trovare lavoro più facilmente, anche in ambito finanziario. Le occasioni per fare affari, anche grazie all'immigrazione, sono aumentate».
Febbraio ha invece il volto di Maurizio Cheung, 28 anni, nato e cresciuto a Genova, tesoriere in una filiale di Intesa San Paolo. «I miei amici cinesi, quando mi sentono parlare in lingua, mi dicono che ho una pronuncia terribile – confessa Maurizio –. Come mentalità in fondo io mi sento un ragazzo italiano: mi piace sciare, giocare a pallone, uscire con gli amici. Nella generazione di immigrati dei nostri genitori c'era una dedizione totale al lavoro in cui non mi riconosco. Però il mio grande rammarico è quello di non aver imparato il cinese da ragazzo. In Cina mi tocca andarci da turista, proprio come un italiano». I comuni di Prato, Campi Bisenzio e Ancona hanno finanziato il calendario di Associna, acquistandolo (chi lo desidera lo può richiedere al sito www.associna.com)
www.associna.com

23/02/2009