Cina: Sasac chiede piu' trasparenza in operazioni estere delle controllate

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 10 dic - Seicento milioni di dollari di perdite sul progetto alta velocita' di China Railway Construction in Arabia Saudita. E' la punta dell'iceberg di un grosso cumulo di operazioni in perdita effettuate dalle aziende di Stato cinesi nelle loro attivita' con l'estero. Il dato (e il problema) emerge da un'indagine della Sasac (State owned Assets Supervision and Administration Commission), l'organismo a cui fanno capo le grandi societa' di Stato. Dall'analisi si ricava che le 108 societa' di Stato controllate da Sasac detengono attivita' (finanziarie e di altro tipo) all'estero per ben 600 miliardi di dollari distribuite in un ventaglio di 5.900 controllate e partecipate. In pratica e' il 20% dei loro asset totali da cui peraltro, fatta eccezione dalle operazioni in rosso, ricavano il 38% degli utili (una grossa quota e' rappresentata dalle attivita' petrolifere e minerarie). La crescita, nel 2009 e' stata del 27%. Le contestazioni della Sasac riguarda l'eccessivo numero di operazioni a rischio soprattutto di tipo finanziario, le cessioni di asset con valori troppo bassi o, al contrario, le acquisizioni a valori troppo elevati, e via dicendo. Il tutto in un contesto poco chiaro in cui molti manager delle societa' si sono personalmente intestati asset di pertinenza delle rispettive societa', traendo profitto da una legislazione poco chiara