Cina e Stati Uniti sulla stessa barca

La Cina è preoccupata per il proprio investimento negli Stati Uniti. E ne ha ben donde: con 700 miliardi di dollari immobilizzati nei Titoli di Stato di un Paese che per uscire dalla crisi sarà costretto a indebitarsi sempre di più, nessuno dormirebbe sonni tranquilli. Tuttavia, il richiamo alla responsabilità lanciato ieri dal primo ministro cinese Wen Jiabao all'indirizzo di Washington sembra più un atto dovuto che un avvertimento da prendere sul serio. Per come si sono messe le cose, infatti, tutto lascia pensare che Pechino dovrà abituarsi a convivere con l'incubo del rischio default americano. Essendo il principale creditore planetario di Washington, la Cina sarà obbligata a sostenere anche le future emissioni di Treasury Bond che s'annunciano copiose. Al tempo stesso, non potrà vendere i titoli che già detiene in portafoglio, perché così facendo rischierebbe di affossarne le quotazioni e di mettere sotto pressione il dollaro. Insomma, al di là delle continue schermaglie reciproche sul vasto contenzioso bilaterale, oggi le due superpotenze si ritrovano costrette a remare insieme sulla stessa barca. Il resto è solo gioco delle parti. (l.vin.)

14/03/2009