Cina e Russia: cooperiamo con Washington

L'Afghanistan potrebbe essere la chiave di un avvicinamento tra Iran e Stati Uniti. È l'auspicio espresso ieri alla Conferenza internazionale sull'Afghanistan organizzata a Mosca dal Gruppo di Shanghai (Sco), l'organismo che riunisce i Paesi dell'Asia Centrale, la Russia e la Cina in quello che è nato come un contraltare asiatico all'Alleanza atlantica. Proprio per questo motivo mai, finora, gli Stati Uniti avevano mandato un rappresentante ai vertici del Gruppo, a cui invece partecipa come osservatore l'Iran.
Ma i tempi potrebbero cambiare, e ieri a Mosca Patrick Moon, assistente sottosegretario di Stato americano per l'Asia centro-meridionale, ha definito «positive» le proposte del Gruppo di Shanghai per unire le potenze regionali nella lotta contro il terrorismo e il narcotraffico in Afghanistan. Mentre un funzionario americano ha aggiunto di considerare l'Iran «un attore importante in Afghanistan. Questa - ha continuato - potrebbe essere un'area molto produttiva in cui farsi coinvolgere in futuro».
Attraverso la Conferenza di Mosca Russia e Cina hanno voluto dare una risposta positiva all'invito di Barack Obama: la stabilizzazione dell'Afghanistan, del resto, sta a cuore sia a Mosca che a Pechino, minacciate direttamente dai militanti islamici. Così il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov ha promesso di discutere «vie di rifornimento aggiuntive» per le truppe Nato, mentre Pechino si è impegnata a sostenere finanziariamente l'Afghanistan.
A. S.

28/03/2009