China Machi scopre le carte per A. Merloni

Giorgio Pogliotti
ROMA
Per acquisire il gruppo Antonio Merloni, attualmente in amministrazione straordinaria, la China Machi Holdings Group ha presentato una manifestazione d'interesse.
Ieri a Fabriano, sede del gruppo, Xie Binghzhen, chairman della China Machi Holdings Group, per la prima volta ha scoperto le sue carte. «Siamo interessati ad avere una sede in Italia, una piattaforma anche per il Made in Italy, e in questo contesto stiamo studiando il dossier dell'Antonio Merloni, un progetto che abbiamo valutato con attenzione. Compreso il problema dei 3.200 dipendenti del gruppo: pensiamo a come assumerli, e guardiamo al futuro», ha detto il numero uno di China Machi.
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ieri ha siglato ad Ancona – alla presenza di vertici di enti territorali, sindacati e rappresentanti del gruppo cinese – l'accordo di programma che attiva complessivamente 70 milioni, di cui 35 milioni provenienti dal ministero, 20 milioni dalla regione Marche e circa 10 milioni ciascuna da Umbria e Emilia-Romagna per la soluzione della vertenza che interessa 8.200 lavoratori (compreso l'indotto). «Mi è stata consegnata la manifestazione di interesse formale che adesso deve esplicarsi in un piano industriale – ha detto il ministro – in un progetto di crescita che valuteremo. L'ipotesi all'esame dei tecnici del mio ministero, dei commissari che ho nominato, pare avere interesse, ma la vogliamo valutare con molta attenzione».
L'accordo di programma incentiva i soggetti che vogliono acquisire asset della Merloni e dà sostegno ai fornitori che hanno il 30% del fatturato legato al gruppo di Fabriano. È anche prevista la prosecuzione della legge Marzano, con la copertura degli ammortizzatori sociali per i 3.200 lavoratori della Merloni. I 35 milioni stanziati dal ministero verranno impiegati con diverse finalità; in caso di cessione in discontinuità di uno stabilimento produttivo vengono riconosciuti all'acquirente 5 milioni di euro per la copertura di un bonus da 10mila euro per l'assunzione di un lavoratore ex Merloni. L'acquirente, inoltre, potrà accedere ai benefici della legge 181/89 per il rilancio delle aree industriali colpite da crisi che assegna un contributo a fondo perduto fino al 25% degli investimenti. È previsto anche un "paracadute" pubblico se il tentativo di cessione in discontinuità non dovesse avere successo, con un intervento da 25 milioni si prevede il subentro di un soggetto pubblico che affitterà per 9 mesi l'impianto effettuando lavori di bonifica e riorganizzazione degli spazi, con l'obbligo di acquisto per sé o per terzi alla fine del periodo.
Soddisfatti i sindacati. Evaristo Agnelli (Fiom-Cgil) sottolinea la novità della presenza del gruppo cinese: «Deve essere però chiaro – sostiene – che ciò che serve veramente è un piano industriale. Continueremo ad esercitare un attento monitoraggio della situazione». Anna Trovò (Fim-Cisl) ricorda che dopo il risultato negativo dei bandi del 2009 per la cessione delle attività del gruppo l'accordo di programma «consente di proseguire l'amministrazione straordinaria garantendo ai lavoratori gli ammortizzatori sociali e di continuare a cercare possibili investitori». Per Gianluca Ficco (Uilm) «i commissari dovranno modificare il piano dell'amministrazione straordinaria» affinchè «la procedura possa proseguire dopo maggio, anche se non dovessero subito concretizzarsi gli interessamenti emersi per le fabbriche marchigiane ed umbre di lavatrici e frigoriferi, che occupano i due terzi dei lavoratori».
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20/03/2010