China: ICBC apre 5 filiali nell'Eurozona, una anche a Milano

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 17 gen - Diventano operative le filiali dell'Industrial and Commercial Bank of China, la 'major' tra le quattro grandi banche cinesi, in cinque paesi dell'Eurozona, tra cui una a Milano (da domani) dove gia' e' presente Bank of China. Lo ha annunciato il presidente Jang Jianqing: "Abbiamo fiducia nell'unione monetaria, l'Europa e' un partner importante per la Cina". Altre filiali saranno operative a Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Madrid. L'obiettivo del gruppo cinese, che in termini di profitti e capitalizzazione e' la piu' grande banca del mondo (ma non in termini di asset dato che secondo le classifiche internazionali si colloca all'undicesimo posto) e' di offrire alla clientela servizi finanziari universali, ai depositi ai prestiti, dalla regolazione della transazioni al finanziamento delle attivita' commerciali all'investment banking. Il punto di partenza delle cinque filiali e' l'attivita' legata al commercio tra le due aree: "Siamo molto attenti alle relazioni strategiche tra Europa e Cina e alla crescita potenziale di lungo termine del mercato bancario europeo", ha indicato in una conferenza stampa Jiang Jianqing. Il presidente Icb e' stato molto cauto nello scaricare la mossa cinese di significati offensivi per i sistemi bancari nazionali (in relazione ad acquisizioni) sia nell'assumere impegni di investimenti sui titoli di stato o sugli eurobond in questa delicatissima fase per l'Eurozona. "Continueremo ad avere molte partnership con le banche europee e con le imprese, il livello della cooperazione e' ottimo, ci interessano i sindacati per i prestiti internazionali, l'assistenza a societa' e ora grazie alle filiali operative in Europa potremo avere un sistema di connessione molto piu' esteso nelle varie economie locali, avremo l'opportunita' anche di comprare alcuni bonds". Richiesto di precisare di quali titoli si trattasse, se di sottoscrizioni di emissioni lanciate dalle imprese o di titoli del debito sovrano, e se la banca avesse comprato nel recente passato titoli greci, spagnoli, irlandesi o portoghesi, il presidente Icbc e' stato avarissimo di informazioni: "La nostra esposizione verso questi paesi e' molto piccola e comunque noi agiamo sulla base di principi commerciali, l'investimento deve essere 'risk free' e deve dare un ritorno, ne parlera' con i ministri delle finanze interessati". La fiducia sulla possibilita' dell'Eurozona di superare la crisi c'e' e la Icbc "dara' un contributo". Piu' volte Jang Jianing ha ribadito che l'interesse principale della banca e' costruire un "meccanismo di sinergie" a supporto del commercio Ue-Cina: "L'Eurozona e' un'area monetaria unificata, nel passato la nostra presenza e' stata separata fisicamente, ora siamo tutti piu' interdipendenti, interconnessi con i vari paesi. Per quanto riguarda l'Italia, la sede di Milano avra' quindici dipendenti all'inizio. "Per noi l'Italia e' un mercato molto importante viste le crescenti relazioni commerciali con la Cina - ha spiegato a Il Sole 24 Ore Radiocor il responsabile delle operazioni in Italia Liu Hongbin -. Per questo vogliamo offrire tutti servizi di una banca commerciale, dal deposito all'assistenza alle imprese". Una cosa deve essere chiara, insiste il general manager cinese: "Non vogliamo scatenare una guerra dei prezzi in Italia".