Caloriferi cinesi, fari accesi in Fiera

Rita Fatiguso
MILANO
Ci risiamo. A due anni dalla scoperta in Fiera a Rho di termosifoni made in China con pericolose guarnizioni all'amianto, alcuni produttori indagati sono ancora lì, negli stand di Expocomfort edizione 2010, con le stesse brochure e il campionario di caloriferi pressofusi in bella mostra.
Sono tornate a esporre a Milano China greening radiator co. Limited; Ningbo everyfamily radiatori co. Limited; Zhejiang flying metal products, tre delle aziende cinesi intercettate a marzo del 2008 prima dal servizio anticontraffazione della Fiera, quindi sottoposti a controlli dei Nas dei Carabinieri e dell'Arpa, infine indagati dalla procura di Milano.
Riparte, nei loro confronti, l'analoga procedura: sopralluogo del servizio anticontraffazione su indicazione dei concorrenti italiani, nuovo esposto in procura con richiesta di verificare se la merce è in regola con le leggi sulla sicurezza dei consumatori.
La scoperta, all'apertura di Expocomfort 2010, l'ha fatta l'Airal, il consorzio che da anni ormai difende le ragioni dei produttori europei di termosifoni pressofusi, il cui nucleo portante è costituito da produttori della Val Sabbia; tra questi Fondital, azienda bresciana presente in Fiera, è leader.
Un consorzio battagliero, che ha condotto indagini autonome nei paesi dell'Est, letteralmente invasi da prodotti cinesi non certificati e che a fine dicembre ha incassato, a difesa della sicurezza dei consumatori europei, l'attivazione della procedura Rapex, che prevede controlli mirati alle frontiere doganali sui prodotti cinesi in arrivo. «Continuiamo a intercettare caloriferi all'amianto, specie all'Est – commenta Arrigo Bandera, presidente di Airal – l'ultima scoperta, in Russia, qualche settimana fa». Il regolamento di Rho, del resto, contempla il rifiuto alla partecipazione alla terza violazione consecutiva. Forse non resta che aspettare: non c'è due senza tre.
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24/03/2010