BANCA MONDIALE: CINA CRESCERA' DEL 10% NEL 2010

Pechino, 3 nov.: La Banca Mondiale rivede ancora al rialzo le previsioni sulla crescita della Cina per il 2010, ma mette in guardia ancora una volta contro i rischi del credito e del settore immobiliare e consiglia un aumento dei tassi d'interesse. Nell'aggiornamento trimestrale dei loro rapporti sull'economia cinese pubblicato oggi, i tecnici di World Bank sostengono che alla fine dell'anno il Dragone avrà registrato una crescita del 10% e non del 9.5% come indicato precedentemente; ma Ardo Hannson, economista capo per la Cina della Banca Mondiale sottolinea comunque come nel 2010 i consumi risultino ridotti rispetto all'anno precedente: "Le esportazioni stanno contribuendo alla crescita cinese in misura maggiore rispetto al 2009- dice Hannson- in parte perché la situazione economica in altre aree del mondo sembra migliorata, ma in parte anche perché l'economia interna sta subendo un rallentamento". L'elevato livello dei consumi raggiunto l'anno scorso, secondo World Bank, è stato parzialmente sostenuto dai sussidi del governo per l'acquisto di beni durevoli, come TV e frigoriferi, parte del pacchetto di stimoli da 4mila miliardi di yuan che il governo aveva lanciato nel novembre 2008 per fronteggiare la crisi globale. Per il 2011, invece, si prevede un rallentamento della crescita, che si dovrebbe stabilizzare all'8.7% a causa dei rischi di rallentamento nelle economie più sviluppate che acquistano prodotti cinesi e per via dei prezzi in aumento; si tratta comunque di una previsione migliore rispetto alla precedente, che ipotizzava una crescita all'8.5%. Ma Hannson ha anche messo in guardia Pechino, ancora una volta, contro i rischi di bolla immobiliare e sul mercato azionario: "Sul fronte interno – ha detto il funzionario della Banca Mondiale- i pericoli arrivano dal real estate e dai prestiti concessi alle amministrazioni locali, gran parte dei quali potrebbero trasformarsi in crediti in sofferenza". Nel 2009, su impulso del governo, le banche cinesi hanno erogato la cifra record di 9590 miliardi di yuan (al cambio attuale circa 1023 miliardi di euro), la maggior parte dei quali sono serviti a finanziare i progetti immobiliari delle LIC (Local Investment Companies), agenzie semipubbliche detenute dalle amministrazioni locali. Adesso, si teme che i troppi progetti realizzati possano abbassare di colpo il livello dei prezzi, dopo mesi in cui i costi delle abitazioni sono levitati al punto da rendere quasi impossibile l'acquisto di una casa per il ceto medio.  Secondo la Banca Mondiale, infine, l'inflazione in Cina è destinata ad aumentare ancora, ma è improbabile che si assista a balzi repentini; tuttavia,  all'aumento del tasso d'interesse del mese scorso (il primo in circa tre anni), sarebbe opportuno farne seguire altri per fronteggiare i forti afflussi di capitale straniero che contribuiranno con ogni probabilità ad aumentare il costo del denaro.

 

 

 

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