ANP: E' DI SCENA LA BANCA CENTRALE

ANP: E' DI SCENA  LA BANCA CENTRALE

Pechino, 11 mar.-  Chi riteneva che i nuovi dati sull'inflazione – in crescita del 4.9% a febbraio - avrebbero potuto modificare in qualche modo la politica cinese sul tasso di cambio dello yuan, stamattina è rimasto deluso: "La Cina ha un'enorme popolazione e una grande economia, quindi anche se gli aggiustamenti sui tassi di cambio possono avere qualche impatto sui prezzi interni, l'effetto non è così visibile - ha detto stamattina il governatore della Banca centrale Zhou Xiaochuan nel corso della conferenza stampa tenuta ai margini dell'Assemblea Nazionale del Popolo a Pechino -, si tratta pertanto di uno strumento non così importante nella lotta all'inflazione". Il tasso di cambio della moneta cinese, insomma, rimane "stabile e ad un livello ragionevole e bilanciato", per utilizzare la formula standard alla quale Pechino ci ha ormai abituati.

 

 

All'Assemblea Nazionale del Popolo, stamattina, Zhou Xiaochuan e gli altri dirigenti della Banca centrale hanno tracciato le linee generali della politica monetaria cinese dei prossimi mesi. Se la riforma del tasso di cambio non convince People's Bank of China come strumento per contrastare l'inflazione, Zhou e i suoi puntano molto sui tassi d'interesse, che peraltro sono stati aumentati già aumentati tre volte dall'ottobre scorso: "Dopo che l'economia nazionale si è ripresa dalla crisi finanziaria internazionale, lo scorso anno, abbiamo assistito a una crescita dell'inflazione - ha detto Zhou -, e anche se i risultati dei mesi di dicembre, gennaio e febbraio sono alti, le aspettative al momento sono relativamente stabili. Ogni strumento di politica fiscale potrebbe comportare conseguenze negative, come un'espansione degli afflussi di capitale. Pertanto riteniamo che i tassi d'interesse costituiscano uno strumento cruciale".

 

 

Non esiste, com'era prevedibile, "alcuna data certa" per la piena convertibilità dello yuan, anche se il vicegovernatore Hu Xiaolian ha riferito che si potrà assistere ad aperture significative "nei prossimi cinque anni". Sul fronte delle riserve in valuta estera, la parola è passata ad un altro vicegovernatore, Yi Gang, che ricopre anche il ruolo di presidente dell'autorità SAFE cinese: "La nostra politica complessiva è consistita per molti anni in una diversificazione degli investimenti in valuta straniera - ha detto Yi - e nel procedere su questo cammino c'è un'ampia scelta di asset. Finché essi soddisfano le richieste di sicurezza, profitto e liquidità, li considereremo.Ma vista l'attuale situazione, i nostri investimenti dovrebbero essere abbastanza prudenti".

 

 

Il governatore della Banca centrale cinese, tuttavia, si è detto "fiducioso" sulle sorti dell'euro: "Nonostante alcune nazioni si trovino in difficoltà, la Cina ha fiducia nell'eurozona - ha detto Zhou - e sosterremo vigorosamente questi paesi nel superamento delle attuali difficoltà fiscali e nel miglioramento delle loro economie". "L'economia globale sta continuando la sua ripresa, ma presenta ancora alcuni fattori di instabilità e incertezza. In Cina, l'economia mantiene una crescita relativamente rapida e ci sono le condizioni per uno sviluppo sostenuto. Ma dovremo ancora affrontare molte difficoltà" ha concluso il governatore.

 

 

di Antonio Talia

 

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Ascolta l'intervista di Radio Radicale in collaborazione con AgiChina24.

 

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