Alla sanità 120 miliardi di dollari

PECHINO
Il Governo cinese estenderà l'assistenza pubblica e costruirà migliaia di ospedali entro il 2012, prima fase di un maxi piano per la Sanità spalmato su dieci anni. L'obiettivo finale è rimettere in sesto un sistema scadente, spesso al centro del malcontento della popolazione.
Per il primo stadio di questa rivoluzione il Governo prevede di spendere 120 miliardi di dollari. Già quest'anno saranno costruiti 29mila centri medici e altri duemila ospedali saranno completati nei prossimi tre anni. Parallelamente, saranno istituiti sussidi pubblici per l'assistenza medica, con l'obiettivo di estendere la copertura sanitaria almeno al 90% dei cinesi (1,3 miliardi di persone) nel giro di tre anni, per arrivare al 100% entro il 2020. La quota di spese mediche coperte dall'assistenza pubblica è quindi destinata ad aumentare, mentre scenderanno i prezzi dei farmaci essenziali.
Attualmente, i cinesi devono pagare di tasca propria la gran parte delle spese sanitarie. Alleggerire questi oneri con sussidi pubblici libererà risorse per i consumi, stimolando la crescita economica del Paese, l'obiettivo primario di Pechino in questo momento.
Del resto, la spesa pubblica per la sanità è a livelli molto bassi in Cina: nel 2006 non arrivava nemmeno all'1% del Pil, facendo del Paese il 156° dei 196 monitorati dall'Organizzazione mondiale per la sanità. La distribuzione delle risorse, poi, è inefficiente - secondo lo stesso Governo cinese - lasciando solo un quarto della spesa alle aree rurali, dove vive il 60% della popolazione. Ora Pechino vuole colmare anche questo gap.

08/04/2009