ALL'ASTA LETTERE SCRITTE DAL FONDATORE DEL PCC

Pechino, 9 giugno - Durante un'asta pubblica, il governo cineseha acquistato alcune lettere di "importanza storica erivoluzionaria", esercitando il suo diritto di possesso deibeni culturali. Il 30 maggio la China Guardian, una casa d'astedi rilievo, ha venduto queste lettere - piu' di dieci- scritteda Chen Duxiu, fondatore e personalita' di spicco del PartitoComunista cinese, e indirizzate allo scrittore e filosofo HuShi, che divenne anche presidente dell'Universita' di Pechino.La State Administration of Cultural Heritage (SACH) - unastruttura amministrativa subordinata al Ministero della Culturache ha il compito di preservare i reperti e gestire i museicinesi- ha provato a comprare le lettere allo stesso prezzoraggiunto nell'asta, cioe' 581 mila euro. La legge per laprotezione dei reperti culturali, consente al governo e adaltre strutture rappresentative come la SACH, di comprare talioggetti prima di altri collezionatori. In pratica, se ilgoverno non raggiunge accordi sul prezzo con i possessori deibeni, gli oggetti saranno messi all'asta; tuttavia le autorita'governative avranno sempre il diritto di precedenza sugli altriofferenti. La SACH non e' riuscita a concludere un accordo conil proprietario delle lettere per questioni riguardanti ilprezzo. Per questo, le lettere sono state messe all'asta dallaGuardian, ma la SACH ha informato la nota casa d'aste che ilgoverno comprera' ugualmente le lettere alla fine dellacompravendita. Song Xichao, un impiegato della SACH, haannunciato che le lettere sono indirizzate non solo a Hu Shi,ma anche a Li Dazhao, un altro fondatore del PCC, a Lu Xun, ungrande poeta elogiato dal Partito, e a Qian Xuantong, uncelebre linguista. Avendo il diritto di precedenzanell'acquisto, i dipartimenti governativi non parteciperannoall'asta, ma compreranno i reperti sulla base del prezzoraggiunto. Tuttavia, qualunque oggetto venduto all'asta deveessere autorizzato dall'autorita' centrale: se gli articolisono rubati o di contrabbando, il governo ha il diritto diconfiscarli nell'esercizio della sua giurisdizione.