AG BANK: DOPO SHANGHAI ASPETTATIVE SU HK

AG BANK: DOPO SHANGHAI ASPETTATIVE SU HK

Roma, 15 lug. - C'era molta attesa a Shanghai per il debutto di Agricultural Bank of China, cui erano giunte richieste quasi sei volte superiori alle azioni offerte. Ma, nonostante le premesse, il titolo di AgBank, dopo aver aperto con massimi intraday di 2,74 cny (yuan cinese), ha chiuso a 2,70 cny,  guadagnando solo lo 0,75%  rispetto al prezzo della Ipo di 2,68 cny, contro tutte le aspettative degli analisti che ipotizzavano una performance tra il +5% e il + 6%. Il titolo ha quindi avuto un andamento incerto, legato alla crisi finanziaria internazionale e ai timori sui bancari e ai rischi sull'esplosione di una bolla immobiliare, denunciata da diversi economisti e analisti. Alcuni analisti ritengono anche che l'IPO di AgBank sia stata sovrastimata, e che non abbia ceduto solo grazie alla volontà politica di sostenere le azioni al di sopra del prezzo di offerta. Quello di AgBank è un duplice lancio, e domani i titoli debutteranno anche alla borsa di Hong Kong: la banca ha reso noto di avere raccolto un totale di 42,46 mld hkd (dollaro Hong Kong) dalla vendita di 13,27 mld di nuove azioni di gruppo H – a 3,20 hkd ciascuna – a 11 investitori di riferimento; tra questi, il maggiore sottoscrittore è Qatar Holding con 6,82 miliardi di azioni, seguita da Kuwait Investment Authority (1,95 mld di azioni), e Standard Chartered (1,22 mld di azioni). Dati che, secondo il Presidente di AgBank – Xiang Junbo – "confermano che il lancio delle Ipo rappresenta un importante passo per la crescita dell'Istituto bancario verso l'obiettivo di divenire il più grande istituto di credito nel mondo". Intanto, in attesa dell'avvio di domani, il titolo ha guadagnato un 1,6% al mercato grigio di Hong Kong. Nata negli anni '50 per sostenere con il suo credito le immense aree rurali cinesi, Agricultural Bank of China – completamente controllata dallo Stato –  vanta 320 milioni di clienti nel 2009 e 23.624 agenzie ed è la più importante banca di mutui di tutta la Cina, ma era anche l'unica delle "quattro grandi" (insieme a Industrial and Commercial Bank of China, Bank of China e China Construction Bank) a non essere anche quotata in borsa.

 

 

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