AD APRILE NUOVO SURPLUS COMMERCIALE DA RECORD

Pechino, 10 mag.- Ad aprile gli scambi commerciali cinesi tornano in attivo e registrano il balzo più evidente degli ultimi quattro mesi: i dati diffusi oggi dalle dogane mostrano un surplus pari a 11.4 miliardi di dollari, quasi quattro volte i 3 miliardi previsti dagli analisti.

Secondo le dogane di Pechino, ad aprile le esportazioni sono cresciute del 29.9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le importazioni sono cresciute del 21.8%.

 

Il primo trimestre del 2011 sembra ormai un ricordo lontano. Nel periodo gennaio-febbraio il Dragone aveva sperimentato il primo deficit commerciale degli ultimi sette anni con un disavanzo pari a 1,02 miliardi di dollari, provocato – secondo i funzionari cinesi- dall'aumento dell'import e soprattutto dai rincari  di alcune risorse, petrolio in primis, di cui la Cina è sempre più affamata (questo articolo).

 

Ma evidentemente neanche i prezzi alle stelle delle commodities riescono ad arrestare i massicci surplus commerciali che la Cina consegue quasi ininterrottamente dal 2004 che - combinati con miliardi di dollari di afflussi di capitali - hanno reso possibile l'accumulo delle più ampie riserve di valuta estera al mondo, stimate nel marzo scorso in circa 3044.7 miliardi di dollari (questo articolo).

 

Il dato sul nuovo balzo del surplus è stato diffuso in un momento particolarmente delicato: nella capitale americana è in corso da ieri lo U.S.- China Economic and Strategic Dialogue, l'annuale vertice tra Washington e Pechino, dove il tema dell'apprezzamento dello yuan costituisce uno degli argomenti caldi (questo articolo).

 

Le polemiche che circondano lo yuan, la divisa cinese, si sono intensificate dopo lo scoppio della crisi finanziaria globale: Washington, in particolare, accusa sistematicamente Pechino di mantenere artificialmente basso il valore della sua moneta per aggiudicarsi un vantaggio sleale negli scambi con l'estero. Nel giugno dello scorso anno la Cina ha sospeso l'ancoraggio di fatto al dollaro che era stato inaugurato proprio poco dopo lo scoppio della crisi, e da allora lo yuan si è costantemente apprezzato sul dollaro, anche se ben al di sotto della percentuale sperata dagli americani. Secondo Pechino, infatti, la ragione dell'immenso squilibrio nella bilancia commerciale tra USA e Cina, che pende tutto a favore di quest'ultima, va rintracciato nel blocco esercitato sulla vendita di tecnologia americana, e non nel tasso di cambio dello yuan

 

"In Cina - ha detto ieri il segretario del Tesoro USA Timothy Geithner - la sfida consiste nel creare un nuovo modello trainato dalla domanda interna, da un sistema finanziario più sofisticato e da un'economia più fondata su regole di mercato". Il Dragone è impegnato da tempo in una ristrutturazione complessiva del suo modello di sviluppo, che renda l'economia meno dipendente dall'export e maggiormente basata sui consumi interni. Ma il surplus commerciale reso noto oggi offre agli USA la possibilità di esercitare nuove pressioni su Pechino per rivalutare lo yuan.

 

di Antonio Talia

 

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