« Vado in Cina con Craxi e i suoi cari»

Guido Compagna
ROMA
F u soprattutto una «bonaria» battuta di Giulio Andreotti (l'aggettivo è di Massimo Pini, ma Bettino Craxi la giudicò «ironia usata a sproposito») ad accendere i riflettori e le polemiche sul viaggio di amicizia in Cina di Bettino Craxi, accompagnato da una folta delegazione italiana. Andreotti disse: «Vado in Cina con Craxi e i suoi cari...». Riferendosi a quanto affollato fosse l'aereo. Si era nel 1986, nella prima Repubblica, Tangentopoli non era ancora alle porte, Craxi era presidente del Consiglio e Andreotti il suo ministro degli Esteri.
In questi giorni di polemiche e inchieste sui voli di Stato, utilizzati talvolta per dare un passaggio a cantanti, assistenti di cantanti, ballerine e belle ragazze, qualcuno ha evocato quel viaggio. Associando ad esso un'altra battuta, questa sì più che caustica, di Rino Formica a proposito di «nani e ballerine». Riferimento che però nulla aveva a che fare con quel viaggio in Cina avvenuto su invito del governo di Pechino, ma che si associava a un giudizio sull'inutilità politica della pletorica assemblea nazionale del Psi (con mille e passa persone e numerosi uomini e donne di spettacolo) che aveva preso il posto del vecchio Comitato centrale.
Ciò non toglie che il viaggio di Craxi in Cina fu oggetto di più di una critica. Soprattutto da parte di esponenti del Pci. E le polemiche furono più volte richiamate nel corso delle polemiche su Tangentopoli e dintorni.
Lo stesso leader socialista, nell'agosto del '98, vale a dire dopo 12 anni, ricordò l'evento per rispondere a un articolo del Corriere della sera nel quale si leggeva che, in quell'occasione, «Bettino Craxi convocò decine e decine tra familiari, famigli e amici». «Come io ricordo – era la replica del leader socialista scomparso – i familiari che mi accompagnarono furono mia moglie, i miei figli Stefania e Vittorio con la sua fidanzata. Quanto agli amici fu allora sollevato un grande scandalo perché mi accompagnarono Carlo Ripa di Meana e sua moglie Marina, dimenticando che si trattava sì di un mio amico, ma anche e in primo luogo del ministro italiano per l'Ecologia della Comunità europea».
Insomma: su quell'aereo c'erano Carlo e Marina Ripa di Meana, i familiari stretti di Craxi e, per quel che ricordo, alcuni giornalisti e giornaliste in particolare di settimanali e periodici (Epoca, Europeo, ma anche la rivista fondata da Filippo Turati Critica sociale). Ma non c'erano artisti e cantanti con assistenti e tanto meno si distinguevano «nani e ballerine».
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06/06/2009