« Shanghai 2010, vetrina d'Italia»

Nicoletta Picchio
ROMA
Un milione di visitatori al mese, dal 1° maggio del 2010 alla fine di ottobre. È inevitabile che con questi numeri imponenti l'Expo di Shanghai abbia già catturato l'attenzione delle imprese italiane, al di là delle aspettative degli organizzatori.
L'Expo, quindi, come scommessa per il futuro, guardando oltre la crisi. «Sono orgogliosa di come le aziende stiano reagendo. Lavorando tutti insieme pensiamo che l'Italia possa uscire velocemente e bene da questa situazione: le imprese si stanno impegnando per evitare tensioni sociali e dare risposte ai lavoratori. Mi auguro che anche dal G20 escano risultati concreti», ha commentato Emma Marcegaglia, all'incontro che si è tenuto ieri, a Roma, in Confindustria, per mettere a fuoco le potenzialità dell'evento per l'industria italiana. Con un occhio attento al futuro: dopo Shanghai, sarà la volta dell'Expo di Milano 2015. E la Marcegaglia non ha mancato di ricordarlo: «Metterà in moto 20 miliardi di investimenti, sarà una grande opportunità per le imprese e per il Paese, visto che si prevedono 29 milioni di visitatori».
Attorno al tavolo c'erano tutti i protagonisti: le imprese, i vertici di Confindustria, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, l'ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia, Sun Yuxi, il Commissario generale del Governo per l'Expo 2010, Beniamino Quintieri. Obiettivo, una collaborazione economica e politica.
«La Cina è stata erroneamente considerata soprattutto un attore economico. Invece è un partner prolitico di prima grandezza. Questo è un salto di qualità che l'Italia propone agli altri partner», ha detto il ministro Frattini, sottolineando che al G8 alla Maddalena la presenza cinese «sarà sostanziale e non formale». Parole gradite all'ambasciatore Sun Yuxi, che poco prima avera auspicato «rapporti di collaborazione a lungo termine» tra Italia e Cina».
Dal 2004 ad oggi, cioè da quando la Cina è entrata nel Wto, i rapporti economici con l'Italia sono costantemente cresciuti, con l'eccezione degli ultimi mesi, a causa della recessione mondiale. Da allora ad oggi, ha detto la Marcegaglia, quasi 2mila imprese italiane hanno lavorato con il Celeste Impero. L'Unione europea è il primo partner commerciale della Cina e l'Italia è il quarto Paese importatore ed il terzo esportatore dell'Europa. L'Expo di Shanghai è l'occasione per incrementare i rapporti, anche rendendo permanente, come ha chiesto la Marcegaglia, il padiglione italiano. Frattini ha immediatamente recepito: «Farò di tutto perché accada».
Il Padiglione Italia, ha spiegato Quintieri, sarà grande oltre 6mila metri quadrati, una dimensione di cui disporranno solo 12 Paesi di 231 partecipanti, una cifra che ha battuto ogni record (si prevedono 80 milioni di visitatori). Il tema selezionato è La città dell'uomo, in sintonia con l'argomento dell'evento "Better city, better life". A vincere la gara è stato l'architetto Giampaolo Imbrighi: il Padiglione sarà una sintesi tra l'antico e il moderno, con mostre permamenti che dovranno suscitare emozioni, come ha detto il presidente della Triennale di Milano, Davide Rampello (sono già più di 20 le aziende che partecipano alla costruzione e all'arredo).
Il risultato sarà frutto di un «grande gioco di squadra», ha detto Paolo Zegna, vice presidente per l'internazionalizzazione di Confindustria, fatto in questi mese e che dovrà continuare nel «programma di avvicinamento» a Shangai. «Possiamo già esprimere un buon giudizio - ha continuato Zegna - c'è la volontà di reagire, si guarda avanti».

03/04/2009