"MODELLO SUZHOU" PER LE IMPRESE ITALIANE

"MODELLO SUZHOU" PER LE IMPRESE ITALIANE

Shanghai, 11 giu. – Il terzo "Meeting tra le Autorità Municipali di Suzhou e le Aziende Italiane", organizzato dal Consolato Generale d'Italia d'intesa con l'ICE e la Camera di Commercio Italiana in Cina (CCIC), ha riunito attorno ad un tavolo di lavoro i rappresentanti delle istituzioni italiane, delle autorità locali e delle imprese italiane operanti nella municipalità di Suzhou. L'incontro del 9 giugno scorso ha posto all'ordine del giorno la delicata questione della "doppia imposizione" sugli utili e numerosi altri argomenti di interesse per gli imprenditori italiani stanziati a Suzhou, come i costi dei terreni industriali, il diverso regime di tassazione nei distretti amministrativi della municipalità, la rete di trasporto pubblico, la normativa doganale per la "temporanea importazione",  la carenza di manodopera qualificata e altro ancora. La trattazione dei vari temi si è articolata in un botta e risposta tra i portavoce della realtà imprenditoriale italiana e quelli del governo locale. Non sempre si è giunti a risposte puntuali; spesso infatti la parte cinese si è rimessa alle leggi e alle decisioni pendenti da Pechino. Nel complesso è però emersa una chiara considerazione da parte delle autorità cinesi nei confronti delle difficoltà degli operatori economici italiani. A Suzhou oggi si concentrano 159 aziende italiane, i cui investimenti raggiungono circa i 659milioni di euro. Nel 2009, nonostante la crisi, le esportazioni da Suzhou all'Italia hanno superato i 238milioni di euro e hanno contribuito alla crescita del Pil locale che si è attestato sui 78miliardi di euro. La comunità d'affari italiana a Suzhou è quindi una presenza forte, che si è consolidata nel tempo anche grazie al sostegno delle istituzioni italiane, in primis la CCIC tramite il Suzhou Working Group (un gruppo di lavoro aperto a tutte le società italiane manufatturiere che hanno sede nei parchi industriali del comprensorio di Suzhou). "Un modello di riferimento – come sottolineato dal direttore dell'ICE Maurizio Forte intervistato da AgiChina24 – che meriterebbe più pubblicità e attenzione anche all'esterno". 

 

© Riproduzione riservata