### La tragedia di Wenzhou apre anche ferite economiche e politiche - TACCUINO DA SHANGHAI


di Alberto Forchielli *

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 01 ago - La tragedia
ferroviaria di Wenzhou ha innescato una serie di valutazioni
che va al di la' del lutto nazionale e della responsabilita'
politica. Dalla citta' simbolo dell'imprenditoria privata
della ricca provincia dello Zhejiang (dalla quale proviene
la maggioranza dei Cinesi in Italia) arriva un simbolo della
riflessione che il paese ha avviato, pur nell'inesperienza
di un dibattito pubblico che coinvolga varie posizioni. I
principali insegnamenti che appaiono dal disastro che ha
causato 40 morti e 200 feriti sono i seguenti:
- Non si tratta di una fatalita'. L'incidente ferroviario
del 23 Luglio e' frutto invece di incompetenza, corruzione e
come tale non viene perdonato. Si tratta del secondo
incidente mortale dopo quello di Shanghai del 2008 che aveva
provocato 71 morti. La gestione del sistema di alta velocita'
e' stata inoltre costellata da ritardi, soppressioni,
indagini per i costi di costruzione e polemiche per i prezzi
ritenuti troppo alti. Ci sono state rimozioni, come quella
del Ministro delle Ferrovie lo scorso Febbraio, allontanato
con l'accusa eufemistica di "violazioni disciplinari".
- Esistono precise responsabilita', tecniche e decisionali. I
treni hanno registrato una collisione su un viadotto. Uno
dei 2 era fermo, bloccato da un violento temporale; l'altro
non e' stato fermato dal semaforo che segnalava
sciaguratamente luce verde. Gli esperti rilevano che non si
tratta soltanto di apporre la giusta tecnologia, ma di
integrarla in un sistema dove i treni e gli impianti di
terra siano in grado di comunicare. In teoria ogni treno
conosce quanta movement authority gli e' consentita, anche
nell'ipotesi che il macchinista perda il controllo del
treno.
- Acquisire tecnologia non e' sufficiente. Nella lotta contro
il tempo per costruire la rete ad alta velocita', Pechino ha
acquisito capacita' ingegneristica dai giganti del settore:
Kawasaki, Siemens, Alstom, Bombardier. L'adattamento alla
realta' cinese si e' dimostrato lento e talvolta fallace.
- Le tragedie non si possono nascondere. Nei due microblog
che somigliano a Twitter sono stati postati 26 milioni di
messaggi riguardanti l'incidente. Le critiche sono
impietose, alimentate da interrogativi e vicende personali
che hanno commosso l'opinione pubblica.
- Anche l'economia e' colpita. Nonostante le assicurazioni
del governo di volere continuare con la rete ad alta
velocita', i titoli delle societa' coinvolte nell'industria
ferroviaria sono immediatamente crollati. I timori di una
riduzione della spesa pubblica ha prevalso sull'impegno
previsto di 4 miliardi di euro nel piano quinquennale
2011-2015.
- La reputazione del Made in China ha subito un duro colpo.
Le ferrovie cinesi si sono poste negli ultimi anni come
soluzioni economiche e affidabili. La maggioranza dei
clienti si trova nei paesi in via di sviluppo,
principalmente in Africa, ma anche la California sta
valutando se affidare ad aziende cinesi la costruzione di
una linea.
- La gestione dei disastri richiede maggiore competenza e
duttilita'. Di fronte agli imprevisti le autorita' -
politiche, giudiziarie, di polizia - tendono a mostrare i
loro aspetti piu' autoritari e conservatori. L'indignazione
popolare talvolta e' riconosciuta, altre trascurata. Vengono
licenziati i manager responsabili ultimi del disastro e
contemporaneamente si cerca di tacitare i parenti delle
vittime con compensi monetari. Ne risulta una miscela
confusa che irrita ancora di piu' un'opinione pubblica
disorientata e perplessa.

* presidente Osservatorio Asia

(RADIOCOR) 01-08-11 18:43:58 (0289)CINA,FE,ASIA,news 5 NNNN