190 negozi in Cina e Taiwan

Claudio Grotto è appena tornato dalla Cina. Prima era stato a Hong Kong e prima ancora in India. Lunedì sarà a Milano, poi tornerà al quartier generale di Chiuppano, a pochi chilometri da Vicenza, e da lì a qualche giorno risalirà su un aereo per raggiungere uno dei tanti mercati in cui l'azienda vuole crescere.
«La crisi ha colpito tutti duramente e non si può dire che sia finita, soprattutto in Europa. Io non avevo mai smesso di essere un imprenditore sempre con la valigia in mano, anche quando le cose andavano bene – spiega Claudio Grotto, fondatore e presidente di Grotto spa, la società che controlla il marchio Gas –. Ma nell'ultimo anno ho ricominciato a vivere più in aereo che a terra. Da una parte, la recessione ci ha spinti a esaminare ogni singolo aspetto delle nostre attività per recuperare efficienza ovunque fosse possibile. Dall'altra, abbiamo tutti capito che bisogna andare incontro ai nuovi mercati, per conoscerli, prima di tutto, e poi "aggredirli" con i nostri prodotti. Se c'è una cosa che mi fa essere ottimista è quello che vedo ogni volta che vado in Cina: grandi cantieri e ambiziosi progetti architettonici, giovani che affollano i centri commerciali e cercano prodotti di qualità. Dico sempre che i cinesi hanno "fame" di made in Italy. Noi, come altre aziende italiane, dobbiamo intercettare questi consumatori, costruendo le giuste partnership in loco».
Grotto ha appena messo a punto un piano triennale e, forte del sostegno delle banche, punta ad arrivare a 140 milioni di euro di ricavi entro il 2012. Nel 2009 il fatturato consolidato è stato di 105 milioni, a fronte di una redditività in forte crescita: il margine operativo lordo ha raggiunto i 5,6 milioni di euro, in aumento del 170% sul 2008 (2 milioni). «Nei prossimi anni ci concentreremo su Europa, Asia e Australia. I nostri primi due mercati restano Italia e Spagna, che finalmente sembra a sua volta pronta ad agganciare la ripresa: gli ordini per l'autunno-inverno 2010-2011 sono stati molto positivi e ci hanno spinto a programmare iniziative di marketing e comunicazione ad hoc. Ma l'impegno più grande è quello in Asia – dice entusiasta Grotto –. L'accordo che abbiamo siglato con il gruppo Dabus prevede per i prossimi 5 anni l'apertura in Cina e Taiwan di 190 punti vendita monomarca tra store, shop in shop e corner». Altra area di sviluppo sono le licenze: per le calzature Gas ha scelto la Brex, per gli accessori la Sergiolin. «Cerchiamo partner che condividano la nostra filosofia: sviluppare prodotti con un alto contenuto creativo, non necessariamente legati alla moda del momento, e con il giusto rapporto qualità-prezzo. Se ne troveremo anche in altri settori, potremo presto pensare a una licenza per gli occhiali e a una per i profumi».
A proposito di creatività, lunedì a Milano Gas presenterà 25 Days. A project of real life, il libro-manifesto nato dal progetto di "residenza creativa" ospitato a Chiuppano nell'autunno scorso, in occasione del 25° anniversario del marchio Gas. Quindici giovani grafici, illustratori, designer, fotografi, blogger e videomaker hanno vissuto all'interno dell'azienda per 15 giorni, in uno scambio di conoscenze, idee, progetti, che, conclude Grotto, «continuerà a dare i suoi frutti nei prossimi mesi».
G.Cr.
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10/04/2010