Le priorità nell'agenda di David Sassoli

I suoi sostenitori si aspettano un cambio di passo rispetto alla presidenza Tajani, soprattutto per quanto riguarda la decisa difesa dell'integrazione europea  

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ALEXEY VITVITSKY / SPUTNIK
David Sassoli

L'ufficio di Bruxelles di David Sassoli è da dieci anni nell'edificio intitolato ad Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell'Europa il cui "slancio pionieristico" il neoeletto presidente del Parlamento europeo ha citato nel suo discorso di investitura, assieme allo "spirito di Ventotene". Lì, al 15esimo piano, si trovano gli uffici di tutti gli eurodeputati socialdemocratici, e anche dei vicepresidenti come lui lo è stato nell'ultima legislatura.

Ma ora Sassoli si dovrà trasferire al nono piano di un altro edificio, collegato al primo da una lunga passerella: quello dedicato all'uomo politico belga Paul Henri Spaak, un altro dei padri fondatori. Quello che gli viene lasciato da Antonio Tajani è un grande ufficio di rappresentanza, dove ricevere le visite ufficiali di statisti di tutta Europa e del mondo, con una vista aperta sulla città e sul parc Leopold.

È da qui che comincerà già nei prossimi giorni a lavorare su quelle che ha già indicato come le sue priorità. Prima di tornare a Strasburgo fra un paio di settimane per guidare i lavori dell'aula quando discuterà con la presidente designata alla guida della Commissione, Ursula von der Leyen, Sassoli metterà a punto la sua strategia.

I suoi sostenitori si aspettano un cambio di passo rispetto alla presidenza Tajani, soprattutto per quanto riguarda la decisa difesa dell'integrazione europea contro tutte quelle formazioni e quei paesi che la mettono in discussione, anche al suo interno. Appartenendo allo stesso gruppo Ppe del premier ungherese Victor Orban, Tajani era stato costretto a mantenere un atteggiamento più tollerante, mentre da Sassoli ci si attende un approccio più severo: comportamenti come quelli dei Brexiters quando voltano le spalle all'inno europeo non saranno più tollerati, per restare alle manifestazioni più clamorose.

Quanto al resto, oltre a ribadire il richiamo al Consiglio europeo perché discuta la riforma del regolamento di Dublino già approvata nella scorsa legislatura dall'assemblea di Strasburgo, il nuovo presidente insisterà sull'importanza che i giovani in lotta contro il cambiamento climatico trovino nel Parlamento europeo un punto di riferimento.

Da vicepresidente, Sassoli si occupava fra l'altro delle rendicontazioni delle spese degli eurodeputati e aveva anche preparato una revisione del regolamento: chi lo conosce, prevede che anche su questo tema punterà a un maggior rigore e controllo. Fra i cosiddetti "top jobs" dell'Unione, Sassoli sarà nei prossimi due anni e mezzo l'unico rappresentante dei progressisti europei: dovrà dimostrare equilibrio fra l'essere un presidente imparziale di tutti e rappresentare le istanze della sua forza politica, facendo propria, come ha annunciato, la difesa delle prerogative della democrazia parlamentare. Ci si attende anche il rilancio delle procedure elettorali, in tempo per il prossimo appuntamento del 2024, dopo l'ultimo fallimento del sistema degli "spitzenkandidaten". 



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