Vino: a Natale tornano Spumante e Cannellino 'made in Frascati'

(AGI) - Roma, 17 dic. - La vocazione territoriale della vitivicoltura laziale si...

(AGI) - Roma, 17 dic. - La vocazione territoriale della vitivicoltura laziale si esalta con due prodotti apparentemente di nicchia, ma in realta' capaci di coniugare storia e tradizione con le piu' attuali esigenze di consumo. In particolare due vini tipici del territorio di Frascati, stanno tornando in auge grazie alla volonta' di un gruppo di produttori sempre piu' nutrito ed intenzionato ad affermarne la qualita'. Il Frascati Spumante Doc e il Cannellino di Frascati Docg, sono accomunati da 50 anni di storia. Inizialmente il vino Spumante nel territorio del Frascati, era un vino leggermente dolce che proprio grazie al suo residuo zuccherino alto, e a interventi con tecniche artigianali, poteva rifermentare. I produttori di Frascati ottenevano cosi' un vino frizzante e leggermente abboccato, molto apprezzato sia a livello locale che a Roma, ormai diventata la grande consumatrice del vino dei Castelli. Nel primo dopoguerra, grazie alla maggiore disponibilita' di vetro e a nuovi metodi di tappatura la sua produzione vide una grande impennata: un vino spumante 'sur lie' cioe' 'sui lieviti' ante litteram, che pero', a causa del suo successo commerciale, attiro' l attenzione di molti imitatori improvvisati. La tradizione continuo', anche se portata avanti da pochi produttori. Ma la storia di un vino cosi' fortemente identitario non poteva andare persa, per cui la tipologia Spumante, prodotta adesso con il metodo Martinotti (detto anche Charmat) - la fermentazione avviene in autoclave per lungo periodo sui lieviti - fu inserita nel Disciplinare del 1966, ottenendo cosi' la Doc che ne attesta la qualita'. Un vino di nicchia che ha compiuto oggi 50 anni certificati, molto legato al territorio e dalle nobili tradizioni. Il Cannellino ha seguito un percorso analogo: era il vino dolce per eccellenza di Roma, risultato di uve tagliate a fine ottobre, leggermente botritizzate, alle quali i primi freddi di novembre bloccavano le fermentazioni, lasciandogli in eredita' un deciso residuo zuccherino. Anche questo vino ha continuato ad essere prodotto e, inserito dapprima nella Doc, ha visto riconosciuta la sua identita' con il conferimento, della Docg nel 2011. Ora, prodotto non piu' casuale ma ottenuto da vendemmie tardive o da uve lasciate appassire in vigna, si presenta sul mercato dei vini dolci con le sua caratteristica freschezza e morbidezza. (AGI)
Red