I 12 trend del lavoro digitale (dall'ecommerce ai pagamenti) in Italia

Si chiamano wwworkers e hanno individuato i settori che hanno permesso al loro business di decollare

I 12 trend del lavoro digitale (dall'ecommerce ai pagamenti) in Italia
 (Afp)
 Lavoro digitale

La community italiana dei lavoratori digitali ha individuato 12 trend che stanno cambiando il mondo del lavoro. Li hanno raccontati giovedì 8 alla Camera dei deputati 25 Wwworkers, spiegando come attraverso il digitale e il focus su settori specifici sono riusciti ad affermarsi e scalare sul proprio mercato di riferimento. Si tratta di startup e piccole e medie imprese che tramite internet e il digitale stanno creando valore per il territorio, e fatturato. Hanno raccontato il loro modello, le possibilità offerte dalle nuove tencologie. 

1. Industria 4.0

 Il primo grande trend è l'industria 4.0. Software, big data e robot stanno già trasformando le modalità di produzione delle aziende italiane. Il Governo lo scorso dicembre ha lanciato un piano di iperammortamenti per le aziende che decideranno di investire in queste nuove tecnologie. Ma alcuni cambiamenti sono già in atto. Lo ha raccontato Giorgia Pontetti che in provincia di Rieti ha fondato un'azienda agricola che produce prodotti agricoli biologici attraverso tre serre ad alta tecnologia per coltivazioni idroponiche. Mentre Alberto Gerli, 36enne milanese, ha brevettato un sistema di illuminazione al led permette di visualizzare meglio le immagini dello Spazio.

2. Internet of Things

Internet è ovunque e il secondo trend riguarda la sua capacità di connettere oggetti e device che saranno capaci di scambiarsi informazioni e predire i nostri bisogni, aiutarci nel quotidiano. Tra Pescara e Fermo cinque ex compagni di università tra i 24 e i 27 anni hanno deciso di fare impresa puntando su questo. Hanno creato il primo estintore connesso al mondo: se la temperatura supera i 60° si attiva, generando un suono e un laser. Si chiama Apio.cc Mentre a Roma è nata una rete di imprese, Fonderie Digitali, composta da 6 aziende e altre 24 che collaborano nel network che con una singolare alchimia di squadra creano progetti per il digitale: la creatura che hanno raccontato è Ortotica, un orto controllato con la domotica attraverso un sistema di sensori.

3. Ecommerce

Il mercato delle vendite online è oramai una realtà. Ed è in grado di far fatturare migliaia di aziende in Italia, aprendo loro mercati che prima di Internet erano impensabili. Da l'Aquila grazie al digitale è riuscita a creare un'azienda Maria Fidanza, 19 anni, che dopo il terremoto del 2009 che ha distrutto i tre negozi di arredamento di famiglia ha deciso di rialzarsi e puntare sull'e-commerce. Con eBay la crescita è stata istantanea e oggi il negozio vende anche in tutta Europa, Asia, Australia e Singapore, Paesi in cui il design italiano è molto apprezzato. Si chiama Laquiladesign.it. Mentre da Napoli i fratelli Carbonelli producono cinque diverse miscele di caffè seguendo l'antico metodo della tostatura a legna, con l'utilizzo esclusivo di legni di quercia. E per la vendita hanno deciso di puntare sull'online arrivando a toccare punte del 60%.

4. Social Media

Dalle conversazioni sui social network al social care, la rivoluzione passa per la mobilità. E per il video grazie alle possibilità offerte dalla realtà virtuale e dalla realtà aumentata. Un esempio? Tryeco ha applicato le nuove tecnologie ai beni culturali. L'arte si modella e rivive in 3D. Si tratta di un team trasversale di architetti, grafici, designer, veri e propri sarti restauratori in salsa digitale, primi in Italia a adottare una stampante 3D. Con un lavoro di sette mesi e grazie a ricostruzioni multimediali hanno riportato in vita il soffitto del tempio di Bel a Palmira distrutto dall'Isis. A Monza invece il 41enne imprenditore brianzolo Filippo Berto ha reinventato l'azienda di famiglia ripensando il concetto di lavoro artigiano e trasformando il mobilificio in un laboratorio di comunicazione multimediale. Oggi i suoi divani sono video-raccontati online in ogni fase.

5. Crowd & Share

L'intelligenza collettiva accelera rivoluzioni: dall'Italia idee in rete per scalare grazie a crowdfunding (raccolta di fondi su piattaforme online) , crowdsourcing (ricerca di competenze online), sharing economy (condivisione di beni tramite piattaforme tecnologiche). La rete ha permesso ad esempio a Stefano Caccavari, 28 anni, di riaprire il vecchio mulino in pietra naturale del paese e dare nuova vita ai grani antichi della propria terra. Oggi Mulinum fa rete anche sul territorio: la coltivazione di grani biologici vede impegnate ben venti aziende agricole che hanno dato vita alla più grande e specializzata filiera di grano antico Senatore Cappelli del sud-Italia. Dopo il terremoto di fine ottobre 2016 invece centinaia di commercianti marchigiani hanno deciso di unire le forze e mettersi in rete. Paolo Isabettini, architetto 31enne ha creato Dajemarche.it: un e-commerce une commerce di produzioni della zona. Ma la rivoluzione digitale coinvolge anche settori tradizionali com l'edilizia. Un architetto cinquantenne e un ingegnere quarantenne stanno lo stanno facendo con Edilmag, prima app italiana di sharing economy nel settore delle costruzioni edili e civili che permette di ottimizzare il consumo delle risorse in giacenza. L'app è attiva dalla primavera 2016 e ha 1000 utenti connessi per 550 aziende e 200 tipologie di prodotti registrati.

6. Coworking

Il sesto trend individuate dalla rete Wwworkers riguarda i nuovi spazi del lavoro. Dall'integrazione tra online e offline ai coworking. E dagli spazi fisici a quelli virtuali, con le nuove reti formali e informali di impresa e le nuove rappresentanze. Livia Carchella e Bruna Pietropaoli, 58enne romane, hanno raccontato le loro esperienze di pioniere del web. Nel 1999 hanno aperto il sito Leartigiane.it aggregando artigiane appassionate d'eccellenza. E nel 2010 è nato anche il punto vendita. A Torino invece le associazioni di giovani imprenditori, professionisti e dirigenti d'azienda hanno dato vita ad una rete per contribuire allo sviluppo della città: 21 associazioni insieme per formulare una proposta unitaria sulle scelte della politica cittadina. Yes4To è diventata un punto di riferimento, non soltanto per i progetti che porta avanti ma anche come modello di collaborazione fattiva e virtuosa per il bene comune.

7. Millennials&Silver

La capacità di scalare il mercato con il digitale arriva anche dalla possibilità di unire tradizione e innovazione. E alleare nuove generazioni e persone con più esperienza. A Bibbiano, nella culla del parmigiano reggiano, due generazioni decidono di fare business insieme nel segno della tradizione. Contaminando la ricetta pensata dal sessantenne fornaio del paese Remo Bronzoni con le intuizioni imprenditoriali del ventenne Gabriele Menozzi sono nate le Parmonie: si tratta di sfoglie di parmigiano reggiano unite a olio di oliva e farina del territorio, cotte al forno senza conservanti o lattosio. Oggi producono 500 chili al giorno per un mercato anche internazionale. Lino invece è uno storico tipografo veronese oggi in pensione. Alessandro è un ventenne grafico digitale. Oggi lavorano insieme innestando i saperi del passato con le tecnologie del presente. E lo fanno in una tipografia degli anni '70 che ha ripensato l'idea di aggregazione. Linòs & Co è una stamperia con coworking e cartoleria situata nel centro storico di Verona. A 29 anni Stefano Calzaretta ha raccontato di come ha rinnovato l'azienda di famiglia partendo dall'ecommerce. In un mercato tradizionale come quello dei ricambi d'auto, affidato solitamente alle officine. Così un'attività a conduzione familiare è diventata leader in Italia nei ricambi. Oggi gli ordini che arrivano su eBay impegnano una quindicina di dipendenti, metà dell'azienda.

8. Digital Manifacturing

L'ottavo trend. Forse il più interessante per il tessuto produttivo tipico italiano. Nuovi percorsi della produzione grazie a stampa e prototipi 3D e ad un'idea di personalizzazione del servizio hi-tech. A Biella due giovani ingegneri hanno ideato il primo e-commerce italiano di abiti maschili su misura. Su Lanieri.com è possibile configurare il proprio capo su misura. E si può decidere di toccare con mano tessuti anche in atelier o temporary shop a Milano, Roma, Torino, Bologna, Zurigo, Monaco di Baviera, Bruxelles e Parigi. Ma anche un lavoro di pura manualità si può declinare con le nuove tecnologie. L' impresa della famiglia Levaggi produce da generazioni sedie con legni locali, utilizzando soprattutto faggio e ciliegio. Oggi il laboratorio e il punto vendita di trecento metri quadrati, ma si moltiplica in rete.

9. Ricerca, brevetti

Scontato dirlo, ma innovazione vuol dire ricerca. Ma anche tutela della proprietà intellettuale e valorizzazione dei brevetti. In un mondo dominato dalle tecnologie i saperi diventano forza abilitante, capitale economico, oltre che umano. Contro la pirateria online a Bologna è nata una startup, Kopjra, che ha sviluppato un software che monitora in maniera automatica gli abusi e migliora i processi di rimozione di contenuti illeciti. Mentre a Cosenza cinque giovani startupper sui trent'anni hanno inventato l'olio extravergine di oliva espresso, ripensando di fatto il consumo dell'oro giallo. La novità sta nel consumare olio fresco in qualsiasi momento. Nasce così Eva, un piccolo elettrodomestico, in fondo un frantoio in miniatura.

10. Big Data

I dati sono l'oro nero del nuovo millennio. Ma ad analizzarli e renderli fruibili sono figure 'umanè. Dal data scientist all'IoT manager, oltre gli algoritmi ci sono già nuove professioni legate al mondo dell'innovazione ed è un mercato in grandissima ascesa. è questo il decimo trend del lavoro di digitale. Incrociando dati e contesto un team di cervelloni guidati da Fabrizio Fantini di Torino riesce a prevedere le vendite future di uno o più punti vendita. E tutto ciò si traduce in un risparmio di costi di magazzino e nella possibilità di vendere in modo molto più mirato. L'idea wow è di Evo Princing, startup anglo-italiana di analisi predittiva con sede a Torino e Londra. A Roma invece nel 2014 tre ingegneri startupper hanno messo online una piattaforma che utilizza i big data per creare servizi digitali innovativi per le grandi imprese. Si chiama Innaas, e aiuta le aziende nel prendere decisioni di valore, migliorare il proprio business e creare nuovi servizi.

11. New Payment

Il contante del futuro passa per losmartphone. Ma diventa anche altro, grazie a monete complementari, alternative, sistemi di pagamento ibridi. La rivoluzione delle startup fintech. Un'idea che ha scalato i confini nazionali, arrivando ad essere raccontata anche sulle colonne del Financial Times con l'eloquente titolo "The Sardex Factor", è Sardex. Una moneta complementare, un circuito di credito commerciale alternativo diventato società per azioni. Oggi quasi tutto lo Stivale è coperto con circuiti locali figli di Sardex.net. Nello scorso anno tutti insieme hanno transato quasi 15 milioni di crediti e il network nazionale ha superato gli 8900 iscritti. A Milano invece tre imprenditori piemontesi under 35 che hanno dato vita a Satispay - un network alternativo alle carte di credito o di debito - è possibile pagare anche un caffè con lo smartphone. Un sogno diventato realtà per quasi 250mila utenti che hanno fatto download e oltre 16mila esercenti consorziati. Numeri straordinari per l'Italia ancorata tutt'oggi all'uso del contante nei piccoli pagamenti.

12. Green

L'ultimo trend riguarda la ricerca di nuovi materiali, la sostenibilità dei processi, l'innovazione nelle tecniche di lavorazione: sempre più spesso batte un cuore verde nelle imprese che realizzano prodotti e servizi sostenibili. Connettere sviluppo sostenibile e ambientale. Puntando su nuove professioni che legano territorio con le tecnologie digitali. A Rieti, sede distaccata dell'Università della Tuscia, è nato nel 2015 il primo corso di laurea in Scienze della Montagna dedicato agli Appennini. Per creare un'alternativa di sviluppo. E valorizzare gli ambienti montani che tagliano l’Italia. Oggi dopo il terremoto nel centro-Italia questo corso diventa avamposto di opportunità per i giovani del territorio. Rosita Pavone per esempio ha raccontato che dopo sei mesi nel nord-Europa quattro giovani laureate in biologia all'Università di Bari è tornata insieme a delle colleghe nella terra natale per creare un'impresa. Si chiama BioInnoTech valorizza gli scarti agro-alimentari attraverso processi biotecnologici innovativi, dando vita a nuovi prodotti. Così dal siero di latte, prima smaltito anche illegalmente, nascono nuovi prodotti per l'alimentazione o la cosmesi.