Tfr:  per il momento richiesto da 6 dipendenti su 10

(AGI) - Roma - Da marzo sara' possibile avere il Tfrin busta paga, ma l'adesione e' ancora scarsa: ad oggi ne hanno  [...]

(AGI) - Roma, 28 feb. - Da marzo sara' possibile avere il Tfrin busta paga, ma l'adesione e' ancora scarsa: ad oggi ne hannofatto richiesta appena 6 dipendenti su 100, e solo un altro 11%vorrebbe farlo entro la fine del 2015. La stragrandemaggioranza dei dipendenti (l'83%) lascera' invece accumulareil trattamento di fine rapporto nell'impresa in cui lavora,come avvenuto finora oggi. E' quanto emerge da un sondaggio sulTFR condotto sui dipendenti privati e sugli imprenditori daConfesercenti in collaborazione con SWG. Le imprese confermanole risposte dei dipendenti: l'82% non ha ricevuto o pensa dinon ricevere richieste di TFR in busta paga da parte dei propridipendenti. I lavoratori che hanno scelto di avere il TFR subase mensile, utilizzeranno la liquidita' aggiuntivasoprattutto per saldare debiti pregressi, destinazione indicatadal 24% del campione. Il 20% lo destinera' alla previdenzaintegrativa, mentre solo il 19% lo impieghera' per acquisti divario genere. Il 35%, invece, non ha ancora un programma. Tra le ragioni alla base della mancata adesione, invece,c'e' soprattutto la volonta' di non erodere la liquidazione dariscuotere a fine rapporto di lavoro, opzione indicata dal 58%di chi lascera' accumulare il TFR in azienda. Una percentualesignificativa, che dimostra come il TFR venga percepito ancorada gran parte degli italiani come una forma di risparmio e ditutela per il futuro. Ma c'e' anche un rilevante 30% chedichiara di non avere approfittato dell'opzione per viadell'eccesso di fisco: il TFR, se percepito in busta paga,viene infatti tassato con aliquota ordinaria, e non ridottacome quando viene preso alla fine del rapporto di lavoro.Oltretutto, incide negativamente sulle tabelle ANF e sulladeterminazione dell'ISEE: una questione dirimente soprattuttoper le fasce di reddito piu' deboli, che sarebbero dovuteessere le principali beneficiarie del provvedimento. Alla domanda "perche' ha scelto di non richiedere il TFR inbusta paga?", il 58% ha risposto cosi': "Perche' non voglioerodere il Tfr che ho accumulato e che vorrei percepireintegralmente alla fine del mio percorso lavorativo"; per il30% "perche' il Tfr in busta paga e' tassato con aliquotaordinaria e non ridotta come avviene quando si prende il TFR afine del rapporto di lavoro". Per il 10% "perche' non vogliomettere in difficolta' l'impresa per cui lavoro", mentre il 2%ha risposto "perche' sul mio luogo di lavoro ci hannosconsigliato apertamente di farlo". Infine, c'e' un 10% che dichiara di non aver richiesto ilTFR in busta paga per non creare difficolta' all'azienda: unchiaro segnale del rapporto di fiducia tra le imprese - inparticolare le PMI - ed i dipendenti, soprattutto in un periododi crisi cosi' dura. Ma e' anche una preoccupazione che nasceda difficolta' reali: il 58% delle imprese che dovranno erogareil TFR in busta paga ritiene che si creeranno problemi diliquidita'. Ed il sistema del credito non aiuta: il 79% delleimprese segnala di avere avuto difficolta' ad ottenere ifinanziamenti necessari dalle banche. Nonostante questo, pero',solo il 2% dei dipendenti segnala che sul luogo di lavoro e'stato sconsigliato di fare richiesta, indice delladisponibilita' delle imprese a concorrere alla buona riuscitadel provvedimento. "Dalla nostra indagine - spiega MauroBussoni, segretario generale Confesercenti - emerge chiaramentecome gli italiani continuino a valutare positivamentel'istituto TFR, e ritengono che sia piu' utile mantenereintatta la liquidazione piuttosto che usufruire di pocaliquidita' in piu' ogni mese. Non a caso secondo il sondaggioil 67% dei dipendenti pensa che sia un intervento pocosignificativo, che non otterra' i risultati sperati. Sarebbepotuto essere piu' efficace se si fosse applicata anche sul TFRsu base mensile la tassazione ad aliquota ridotta. Ma ancheun'erogazione in un'unica soluzione, come se fosse unamensilita' in piu' durante l'anno, avrebbe potuto aumentare iltasso di adesione". "Dal punto di vista delle PMI - continuaBussoni - desta invece grave preoccupazione la difficolta' chesi incontra a reperire finanziamenti dal sistema bancario.Erano difficolta' note: non a caso il Governo aveva previstodei meccanismi per sbloccare il credito necessario. Il decretodella presidenza del Consiglio dei Ministri con le modalita'attuative del provvedimento, pero', non e' ancora statoapprovato, e lo stesso e' accaduto per l'accordo quadro traAbi, Mef e Ministero del Lavoro che avrebbe dovuto rendere piu'facile, per le piccole e medie imprese, ottenere finanziamentifinalizzati all'erogazione del TFR in busta paga". (AGI)