Le banche centrali sono pronte a tornare in azione

La guerra dei dazi tra Usa e Cina ha aumentato il clima di incertezza. La Banca Centrale Europea sembra orientata a proseguire gli stimoli monetari, con Lagarde orientata a proseguire sulla linea di Draghi, mentre la Federal Reserve dovrebbe tornare a tagliare il costo del denaro

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Banche centrali pronte a entrare in azione e a sfoderare le armi contro una possibile crisi. I mercati guardano con attenzione alle imminenti riunioni degli istituti centrali da cui sono attesi segnali sulle prossime mosse. Interventi che, secondo gli analisti, non potranno che passare per una ripresa degli stimoli all'economia e di un generale allentamento delle politiche monetarie.

Ad aprire le danze sarà la Bce la prossima settimana. Il direttivo del 25 luglio a Francoforte sarà il terzultimo di Mario Draghi che il 31 ottobre lascerà il timone della Banca centrale europea a Christine Lagarde. A stretto giro, tra il 30 e il 31 luglio, si riunirà il Fomc, comitato di politica monetaria dell'americana Federal Reserve. Il 30 luglio sarà il turno del board della Boj, la Banca del Giappone. Poi, il primo di agosto toccherà al comitato di politica monetaria della Boe, la Banca d'Inghilterra. A chiudere l'agenda, dal 22 al 24 agosto, sarà il tradizionale meeting annuale di Jackson Hole, nel Wyoming, dove i banchieri centrali s'incontreranno per fare il punto della situazione.

  • Bce

Il Consiglio direttivo dell'istituto di Francoforte si riunirà giovedì prossimo e la riunione sarà l'occasione per aprire le porte a un taglio dei tassi a settembre. Una decisione che viene data ormai per scontata dai mercati. Mario Draghi, ormai agli sgoccioli del suo mandato, ha parlato di ulteriori stimoli in assenza di miglioramenti dalla crescita e dall'inflazione ai minimi e ha già lasciato intendere che modificherà la 'forward guidance', cioè le linee guida dell'istituto, per consentire alla Bce, a settembre, se necessario, di ripristinare il suo bazooka, ovvero il Qe, il piano di acquisto di bond.

A settembre, quindi, l'istituto di Francoforte potrebbe tagliare di poco, cioè di 10 o 20 punti base, i tassi di deposito, che sono già negativi. Inoltre l'Eurotower farà ripartire il terzo round di Tltro, le operazioni di rifinanziamento a lungo termine, una ogni tre mesi da settembre 2019 a marzo 2021, che avranno lo stesso pricing del 2016, cioè tassi ultra-agevolati per i prestiti delle banche a consumatori e imprese. I particolari operativi del nuovo Tltro verranno quasi certamente resi noti nella loro interezza il prossimo 25 luglio.

  • Fed

Il presidente Jerome Powell ha mandato un forte segnale sulla possibilità che la banca centrale americana possa tagliare i tassi. Il meeting della Federal Reserve, in programma il 30 e 31 luglio, seguirà di qualche giorno quello della Bce. La banca centrale Usa dovrebbe procedere a un taglio 'preventivo' dello 0,25% dei tassi. L'operazione è data praticamente per certa dai mercati. A dicembre la Fed parlava di due rialzi dei tassi possibili nel 2019. A gennaio si era passati a indicazioni differenti con zero rialzi e tassi fermi per tutto l'anno.

Dalla riunione della di maggio, al termine di un mese terribile per le borse con l'aumento dei dazi alla Cina e lo stop ai negoziati, e dal vertice di giugno, il governatore americano ha cominciato a parlare di "correnti contrarie", di "incertezze", di "venti" che soffiano in direzione opposta. Segnale chiaro a questo punto sul fatto che la banca centrale statunitense possa procedere a un taglio dei tassi di interesse nella riunione di fine luglio. Sul tavolo della Fed c'è anche l'ipotesi di anticipare l'arresto del calo del bilancio della Fed.

  • BoE 

La riunione della Bank of England di giugno ha confermato le attese del mercato, lasciando i tassi fermi allo 0,75%. Da agosto 2018, il costo del denaro nel Regno Unito è stabile. La politica monetaria della Banca d'Inghilterra è strettamente legata allo scenario della Brexit. Nel caso in cui il 31 di ottobre dovesse palesarsi una 'hard Brexit' la Boe sarà costretta a intervenire pesantemente a sostegno dell'economia britannica, con un ampliamento del Qe. Per ora, anche ad agosto, l'istituto resterà alla finestra.

  • BoJ

La Banca del Giappone non rivedrà la sua politica già oggi ultra-accomodante sui tassi e sul Qe. Piuttosto, secondo gli esperti, l'Istituto di Tokyo potrebbe mettere in atto altre opzioni, come riaccelerare gli acquisti di obbligazioni.



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