Solleciti di pagamento troppo aggressivi. Multe a Vodafone, Telecom e Tre

L'Antitrust ha sanzionato (per 3,2 milioni) le compagnie telefoniche che - secondo l'istruttoria condotta con l'aiuto della Guardia di Finanza - hanno inviato ai clienti lettere di sollecito 'minacciose'. Articoli di Repubblica e Metro 

Solleciti di pagamento troppo aggressivi. Multe a Vodafone, Telecom e Tre 
Dinoco Greco / AltoPress / PhotoAlto Afp 
Studenti con lo smartphone in classe 

Il Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 1 agosto 2018, ha chiuso tre procedimenti istruttori per pratiche commerciali scorrette, sanzionando Wind Tre spa Telecom Italia spa e Vodafone Italia spa per un ammontare complessivo di 3,2 milioni di euro. Lo comunica l'Antitrust in una nota.

Solleciti di pagamento troppo aggressivi. Multe a Vodafone, Telecom e Tre 
 Giovanni Pitruzzella presidente Antitrust (Agf)

Secondo l'Autorità, le tre società hanno posto in essere condotte aggressive, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, aventi ad oggetto l'invio ai clienti, presunti morosi, di lettere di sollecito di pagamento contenenti la minaccia di iscriverne il nominativo in una banca dati, denominata S.I.Mo.I.Tel., non ancora operativa e dalla finalità indeterminata, al fine di indurli a pagare gli addebiti richiesti.

L'Autorità ha accertato che, sebbene in tale banca dati avrebbero dovuti essere inseriti solo i nominativi dei clienti "morosi intenzionali" secondo determinati requisiti, i tre operatori inviavano i solleciti anche a clienti non qualificabili come tali perché privi di tutti i requisiti previsti per l'iscrizione, compresi utenti che potevano contestare la fondatezza del debito vantato dall'operatore.

L'indicazione della possibile iscrizione in S.I.Mo.I.Tel. è stata ritenuta dall'Autorità idonea a condizionare i destinatari della comunicazione di sollecito a pagare le somme loro richieste. Infatti, gli operatori, sfruttando la minaccia di fare ricorso a uno strumento previsto come forma di autotutela del mercato nei confronti dei morosi intenzionali, ma non ancora attivo, inducevano i destinatari a ritenere che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, potenzialmente anche incerta e/o oggetto di contestazione, fosse preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell'importo richiesto, al fine di evitare l'iscrizione nella banca dati, con la possibile conseguenza di non poter piu' concludere contratti con alcun operatore telefonico.

Nel corso dell'istruttoria sono stati svolti accertamenti ispettivi con l'ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. 



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