Sindacati in allarme per la vendita della Pirelli ai cinesi

(AGI) - Roma, 21 mar. - Sindacati in allarme per la venditadella Pirelli ai cinesi. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, spiega:"La vendita di un pezzo pregiato del nostro sistemaindustriale, quale e' Pirelli, a capitali stranieri non sarebbein se' un dramma se il capitalismo italiano fosse in grado direggere le sfide della competizione internazionale e il governoavesse una politica industriale capace di indirizzare etutelare le energie produttive che pure esistono in Italia". "La verita'", prosegue il leader del sindacato di CorsoItalia, "e' che sia Confindustria che il governo preferisconouna competizione

(AGI) - Roma, 21 mar. - Sindacati in allarme per la venditadella Pirelli ai cinesi. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, spiega:"La vendita di un pezzo pregiato del nostro sistemaindustriale, quale e' Pirelli, a capitali stranieri non sarebbein se' un dramma se il capitalismo italiano fosse in grado direggere le sfide della competizione internazionale e il governoavesse una politica industriale capace di indirizzare etutelare le energie produttive che pure esistono in Italia". "La verita'", prosegue il leader del sindacato di CorsoItalia, "e' che sia Confindustria che il governo preferisconouna competizione sui costi colpendo i diritti e i salari deilavoratori, piuttosto che sfidare il mondo in termini di knowhow, innovazione, buona occupazione". "Cio' che ora ci preoccupa e che, credo, debba essere unapriorita' delle istituzioni", conclude Camusso, "e' garantireche il patrimonio umano di conoscenze e di capacita' lavorativanon vada disperso. Per questo ci aspettiamo che l'aziendachiarisca al piu' presto i termini dell'operazione e che ilgoverno si attivi per avere garanzie sui siti industriali esui livelli occupazionali del Paese".

FURLAN, ENNESIMA SCONFITTA PER NOSTRO CAPITALISMO - "E'l'ennesima sconfitta per il nostro capitalismo finanziario,incapace di difendere i marchi storici italiani e di investirenelle aziende di grande qualita' del nostro paese, dove c'e'una grande professionalita' dei lavoratori, produttivita',ricerca e innovazione frutto di accordi importanti con ilsindacato. Tutti fattori importanti che le grandi aziendestraniere invece riconoscono ed hanno capito visto cheinvestono ingenti capitali per acquisire i marchi italiani". Lodichiara in una nota il segretario generale della Cisl,Annamaria Furlan, a proposito della vicenda Pirelli. "Ora la cosa importante e' che la sede, la tecnologia e leproduzioni restino in Italia. Chiederemo come sindacatogaranzie precise al nuovo gruppo che siano garantiti gliinvestimenti e soprattutto l'occupazione. La Pirelli e' unmarchio storico radicato per il nostro paese, di grandequalita' e molto competitivo sui mercati internazionali.L'operazione finanziaria che ha portato il gruppo milanese inmano al colosso China national chemical Corporation devesignificare una opportunita' per il rilancio delll'inndustriamaanufatturiera e non lo smantellamento", conclude Furlan,"certo e' impressionante il silenzio del governo , dellapolitica e della classe dirigente di fronte a queste operazionifinanziarie che riguardano il futuro produttivo del paese".

BARBAGALLO, FARE DI TUTTO PER SALVAGUARDARE OCCUPAZIONE - "Ilgoverno non e' ancora riuscito a fissare regole per evitareche, in un regime di globalizzazione, l'Italia diventi undiscount, dove ognuno viene a fare la spesa: occorre creare lecondizioni per favorire una politica industriale che preservi igioielli di famiglia". Lo dichiara il segretario generale dellaUil, Carmelo Barbagallo, a proposito della vicenda Pirelli. Il riassetto della societa', prosegue Barbagallo, "a breve,potrebbe rappresentare l'occasione per un'iniezione diinvestimenti, ma bisogna fare di tutto per impedire che possaandare via la direzione, la ricerca e tutto cio' che e'necessario per salvaguardare un know-how e un patrimonioindustriale e occupazionale prezioso per il nostro Paese".(AGI).