La scommessa contro Donald Trump è costata a George Soros un miliardo 

Il miliardario aveva puntato sul crollo del mercato azionario dopo l'elezione del candidato repubblicano. Ma ha perso e gli è costato molto, molto caro

La scommessa contro Donald Trump è costata a George Soros un miliardo 
 George Soros (Afp)

Anche a George Soros può capitare di fare passi falsi. L'ultimo, però, gli è costato caro: un miliardo di dollari. A beffare il miliardario, secondo la stima del Wall Street Journal, è stato l'inatteso rialzo del mercato azionario seguito all'elezione del repubblicano Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Soros aveva scommesso su una fuga di capitali dalla Borsa, mente il suo ex vice, Stanley Druckenmiller - lo stesso che nel 1992 aiutò il Soros incassare un miliardo di dollari scommettendo contro la sterlina inglese - ha puntato sul boom di Wall Street che in effetti è poi salita del 9,3%.


Chi è George Soros

Soros, 87 anni, è a capo della Soros Fund Management LLC, gestisce circa 30 miliardi di dollari del patrimonio di famiglia ed è uno dei 50 uomini più ricchi del pianeta. E' presidente dell'Open Society e fondatore e consigliere del Quantum Group. Politicamente è un sostenitore del movimento liberal della sinistra democratica statunitense e un finanziatore di gruppi per i diritti umani. Finanziere di successo dagli anni '50, durante il cosiddetto mercoledì nero (il 16 settembre del 1992) divenne famoso con un'operazione di speculazione che cistrinse la Banca d'Inghilterra a svalutare la sterlina facendogli guadagnare una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento è soprannominato l'uomo che gettò sul lastrico la Banca d'Inghilterra. Sempre nel 1992 colpì con una speculazione analoga la Banca d'Italia, inducendo la svalutazione della lira.


Giorni prima delle elezioni, Druckenmiller aveva previsto che una vittoria del candidato democratico Hillary Clinton avrebbe fatto schizzare e poi precipitare il mercato azionario, mentre aveva fatto una valutazione opposta in caso di vittoria di Trump. E Wall Street gli ha dato ragione. 

Perché a Wall Street piace tanto Donald Trump

La risposta la dà Bill Ackman, manager miliardario di hedge fund: "gli Stati Uniti sono il più grande business nel mondo: ora abbiamo un uomo d'affari come presidente e ha potere perché i Repubblicani controllano il Congresso. Ha intenzione di lanciare un importante programma di infrastrutture. Vuole tassare le società a un livello ragionevole e sbarazzarsi delle scappatoie. Se sei un investitore vuoi che al timone ci sia qualcuno che sappia cosa bisogna fare e, quando serve, lo faccia".

 

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