La crisi dei chip fa crollare il mercato Europeo dell'automobile

La crisi dei chip fa crollare il mercato Europeo dell'automobile

Nel 2021 nell'Unione europea sono stati venduti 9,7 milioni di veicoli, è il più basso dato registrato dall'inizio delle serie statistiche nel 1990, inferiore al 2013 e al 1993, già anni bui per l'industria automobilistica. In controtendeza l'Italia che ha registrato nel 2021 una leggera ripresa (+5,5%)

crisi chip fa crollare mercato europeo automobile

© HENDRIK SCHMIDT / dpa-Zentralbild / dpa Picture-Alliance via AFP 
- Una fabbrica della Volkswagen 

AGI - Le vendite di auto nuove in Europa hanno segnato un nuovo record al ribasso nel 2021, frenate dalla crisi pandemica e dalla carenza di chip.

Secondo gli ultimi dati dell'Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea), lo scorso anno nell'Unione europea sono stati venduti 9,7 milioni di veicoli: si tratta del dato più basso registrato dall'inizio delle serie statistiche nel 1990, inferiore al 2013 e al 1993, già anni bui per l'industria automobilistica.

A dicembre - sesto mese di fila in calo - le vendite sono diminuite del 2,4% in Europa rispetto al 2020, anno paralizzato dalla crisi Covid. "Questo calo è la conseguenza della carenza di semiconduttori che ha rallentato la produzione automobilistica durante tutto l'anno, e più in particolare nella seconda metà del 2021", ha spiegato in un comunicato l'associazione dei produttori europei (Acea). 

Il 2021 è stato segnato in particolare in Europa dalla caduta della Germania, il suo mercato più grande, che ha registrato uno dei ribassi maggiori con un calo del 10,1% in un anno e 2,6 milioni di veicoli venduti. Dopo un 2020 segnato da chiusure di fabbriche e restrizioni sanitarie, il settore automobilistico tedesco ha visto una ripresa sostenuta all'inizio del 2021.

Ma il mercato ha presto dovuto affrontare i colli di bottiglia nei mercati globali: la carenza di chip, essenziale per l'assemblaggio delle auto, e i problemi logistici che hanno smorzato le speranze di una ripresa duratura.

Anche Belgio, Paesi Bassi e Danimarca mostrano forti cali. La Francia è rimasta stabile (+0,5%) ma al suo livello più basso, con 1,66 milioni di unità vendute nel 2021, ovvero un livello vicino al 1975. 

La Spagna, che era stato uno dei paesi più colpiti nel 2020, rimane al livello più basso (+1%), mentre l'Italia, duramente colpita anche nel 2020, ha rialzato la testa e registrato nel 2021 una leggera ripresa (+5,5%). 

Soffrono le principali case costruttrici del settore: la numero uno in Europa Volkswagen perde il 4,8% con 2,4 milioni di auto vendute. Il marchio principale del gruppo è sceso del 6,7%, Skoda del 9,8% e Audi del 3,3%, mentre Porsche e Seat sono rimbalzati.

Stellantis cala del 2,1% in un anno con 2,1 milioni di unità vendute: il gruppo ha contenuto il calo sui principali marchi Peugeot, Fiat e Citroën, e ha registrato buone vendite in Jeep. 

Il gruppo Renault è sceso del 10,2% nonostante i buoni dati del suo marchio economico Dacia.

Ormai saldamente ai piedi del podio, Hyundai-Kia se la cava bene (+18,4%) grazie alla sua gamma di auto elettriche e ibride, in particolare Suv.

Anche Toyota è balzata del 9,1%. Acea non conteggia le vendite di Tesla.

Per quanto riguarda le case tedesche, Bmw è rimasta stabile (+1,5%), mentre Daimler è scesa (-12,4%), fortemente frenata dalla carenza di chip.