Lagarde: "Tassi bassi  più a lungo. Bene la ripresa, ma attenzione al Covid"

Lagarde: "Tassi bassi  più a lungo. Bene la ripresa, ma attenzione al Covid"

La Bce approva la nuova forward guidance: costo del denaro ai minimi finché l'inflazione non sarà in maniera durevole al 2%. E ora Francoforte apre alla possibilità che "transitoriamente" superi il target

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© Kay Nietfeld / POOL / AFP
- Christine Lagarde

AGI - La ripresa europea è in carreggiata, salvo le incognite legate alla pandemia, ma l'inflazione, sul medio periodo, stenta a vedersi. Per questo la Bce terrà i tassi al minimo possibile a lungo, finché l'aumento dei prezzi nel medio periodo non sarà stabilmente al target del 2%, senza irrigidire prematuramente la sua politica espansiva. A spiegarlo, dopo un Consiglio direttivo che ha approvato - non all'unanimità, ma con una "maggioranza schiacciante" - la nuova forward guidance, è la presidente dell'Eurotower, Christine Lagarde.

L'andamento dell'economia

La ripresa europea è "sulla buona strada" con "sempre più persone che vengono vaccinate" e nel terzo trimestre l'economia sarà "in forte espansione". Al tempo stesso "la pandemia continua a proiettare ombre, con la variante Delta che porta incertezza": "la riapertura di ampie parti dell'economia sta sostenendo un vigoroso rimbalzo nel settore dei servizi", ha evidenziato l'economista, ma i nuovi contagi potrebbero smorzare questa ripresa, specialmente nel turismo".

Che con l'estate l'Europa non fosse ancora fuori dalla pandemia, in ogni caso, era già previsto nelle stime della Bce per l'anno in corso: le stime dell'Eurotower sull'economia tengono conto della variante Delta."Nelle nostre previsioni di giugno abbiamo considerato che ci fossero ancora delle restrizioni e delle misure di contenimento nel terzo trimestre e che certe rimanessero anche nel quarto trimestre", ha detto Lagarde.

Sul fronte dei segnali positivi l'economista ha catalogato anche il ritorno della richiesta di prestiti per realizzare investimenti da parte delle imprese. Da quando la pandemia ha sconvolto l'economia mondiale, "per la prima volta vediamo che le imprese stanno tornando a chiedere credito per fare investimenti in conto capitale", ha evidenziato, rimarcando come questo sia "un segnale importante di fiducia per il futuro". 

L'inflazione e le nuove mosse dell'Eurotower

Sul fronte della politica monetaria, invece, dopo la revisione strategica annunciata il mese scorso, la Bce ha ricalibrato la propria 'forward guidance', ovvero l'indicazione che da su quelle che saranno le sue politiche future. L'Eurotower ha spiegato che i tassi rimarranno schiacciati sui minimi finché non vedrà l'inflazione raggiungere l'obiettivo del 2% "ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in modo durevole".

"Lo abbiamo fatto per sottolineare il nostro impegno a mantenere una politica monetaria persistentemente accomodante in modo da raggiungere il nostro obiettivo di inflazione", ha indicato Lagarde, spiegando anche che l'attuale fiammata dei prezzi è "temporanea" e che le previsioni sull'inflazione nell'Eurozona sono ancora "ben al di sotto del 2%".

Lagarde si è anche soffermata sul presente e sul futuro del Pepp, il piano da 1850 miliardi messo in campo contro la crisi: "non ne abbiamo discusso, parlare di qualunque uscita dal programma o del suo successore sarebbe assolutamente prematuro", ha indicato. Il programma, ha illustrato Francoforte nel comunicato che ha seguito la riunione del Consiglio, potrebbe anche essere ampliato. "Se condizioni di finanziamento favorevoli possono essere mantenute con flussi di acquisto di attivita' che non esauriscono la dotazione nell'orizzonte di acquisto netto del Pepp, la dotazione non deve essere utilizzata per intero. Allo stesso modo, la dotazione può essere ricalibrata se necessario per mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per aiutare a contrastare lo shock pandemico negativo sul percorso dell'inflazione", ha messo nero su bianco la Bce.

Se i mercati europei, già positivi, non hanno avuto reazioni particolari alle parole di Lagarde, altrettanto non si può dire dell'andamento del cambio euro/dollaro, che prima è sceso per poi schizzare sopra quota 1,18, per poi ripiegare nuovamente.