"Il  Paese ha smesso sognare e ora sta a noi indicare strada", dice Bonomi

"Il  Paese ha smesso sognare e ora sta a noi indicare strada", dice Bonomi

Il leader di Confindustria è intervenuto all'assemblea dei soci a Salerno. "Non possiamo fallire, lo dobbiamo ai nostri figli"

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© Armando Dadi/AGF   - Carlo Bonomi, presidente di Confindustria

AGI  - "Questo Paese ha smesso di sognare da tanto tempo e, soprattutto in un periodo in cui il lockdown ci ha sottoposti come imprenditori e come cittadini a una situazione  difficile che inizialmente abbiamo affrontato con grande spirito. Oggi per una serie di motivazioni questo spirito, questa resilienza, come viene detta, si sta sfibrando. Invece noi dobbiamo essere i primi a indicare al Paese una strada". A dirlo, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo in collegamento all'assemblea dei soci dell'associazione a Salerno.

Una strada che "oggi è un sentiero - ha aggiunto il leader di Confindustria - ma noi lo dobbiamo far diventare un’autostrada. E' l’autostrada dei sogni. Quella che hanno avuto i nostri padri, usciti dalla guerra in un Paese disastrato, senza materie prime, che però volevano dare un futuro migliore ai loro figli". La strada è "quella che hanno avuto i nostri padri, usciti dalla guerra in un Paese disastrato, senza materie prime, che però volevano dare un futuro migliore ai loro figli".

"Tornare a dare un sogno al Paese", ha ribadito Bonomi: "Se noi non torneremo a dare un futuro e la credibilità di un futuro migliore per tutti noi, sarà difficile - ha sottolineato - potremo mettere in campo tutti i provvedimenti che vogliamo, ma se non abbiamo il sogno e la volontà di raggiungere quel sogno e di costruire le basi per quel sogno, credo che come Paese falliremo e falliremo, e falliremo per i nostri figli". "Noi stiamo costruendo per le future generazioni, stiamo prendendo debito delle future generazioni ma se non faremo un debito, come lo definisce il presidente Draghi, ‘buono’, per creare quel futuro migliore per i nostri figli, noi faremo il più grande fallimento come persone e come imprenditori".