Usa, Regno Unito e Israele: dove i vaccini spingono le Borse

Usa, Regno Unito e Israele: dove i vaccini spingono le Borse

Wall Street, Londra e Tel Aviv salutano in misura più euforica il nuovo anno. Un trend che riflette la partenza delle campagne di vaccinazione che in questi paesi stanno procedendo a ritmo spedito

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AGI - In Israele il fatto che la Knesset abbia bocciato la proposta di compromesso avanzata dalla coalizione di governo sancendo l'inizio della quarta stagione elettorale in due anni avrebbe dovuto suscitare una qualche reazione sui mercati finanziari. Ma non è stato così.

La borsa israeliana ha risposto come se la stabilità politica non fosse un problema. In questi giorni, anzi, l'indice TA-25 di Tel Aviv vola a ritmi del +5%.

Ad influire è il fatto che da oltre una settimana è iniziata la campagna per il vaccino contro il coronavirus. Da allora si e' mossa a una velocità sorprendente. Il successo del programma, scommette il mercato, riporterà la normalità nell'economia, e il vaccino sembra anche più Importante rispetto al nome del prossimo premier.

Insomma, il 2021 sarà l'anno della ripresa globale dopo lo tsunami Covid, e il colpo d'acceleratore lo imprime giocoforza il programma di vaccinazione di massa. 

Lo fa capire non soltanto l'andamento della Borsa di Tel Aviv, ma anche Wall Street - nonostante il ribasso di oggi - mostra un trend nettamente in rialzo per non parlare di Londra che, nel primo giorno di scambi dopo la Brexit, è volata a livelli record. 

Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele contano le piazze finanziarie che in misura più euforica stanno salutando il nuovo anno. In Europa, che pur viaggia positiva, prevale piuttosto la cautela e il timore dei nuovi contagi.

Il trend rialzista di Wall Street, Londra e Tel Aviv riflette infatti la partenza delle campagne di vaccinazione che in questi paesi stanno procedendo a ritmo spedito.

Dei 12,3 milioni di vaccini somministrati nel mondo, la maggior parte sono negli Usa dove, secondo i dati Bloomberg, al 3 gennaio sono state 4,3 milioni pari all'1,32% della popolazione. Sostenuto anche il ritmo nel Regno Unito: al 31 dicembre, erano 947 mila dosi, per l'1,42% della popolazione.

Il record lo sta segnando Israele: oltre 1 milione di vaccini sommistrati, coinvolto oltre il 12% della popolazione. Diventa quindi più concreta la possibilità che a fine marzo si festeggi la Pasqua ebraica senza restrizioni.

C'è anche un altro aspetto: per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, nei tre paesi, la parte logistica è seguita dai gradi più alti dell'esercito.

In Israele, soprattutto grazie alla sua azione capillare, e nel quadro di una campagna vaccinale lanciata dall'esercito israeliano, solo nella prima settimana sono stati vaccinati 6.000 militari.

Negli Stati Uniti, come rilevato dal NYT, il ruolo dei militari  è stato meno pubblico ma più pervasivo.

Ma già Trump aveva promesso che "si poteva contare" sui militari nell'azione verso l'immunizzazione di massa: ad esempio, quando mancavano fisicamente gli spazi per le aziende che conducevano le prime sperimentazioni, è intervenuto il Dipartimento della Difesa a garantire immediatamente i permessi per allestire siti medici ad hoc, finanche nei parcheggi.

Stesso polso di ferro in Gran Bretagna dove il governo ha finanche deciso di mettere in campo una unita' speciale dell'esercito per combattere la disinformazione sui vaccini e sul Covid-19.

Si tratta dell'Information Warfare Unit, una unità creata nel 2010 per assistere le operazioni contro al Qaeda e i Talebani e che è ora attiva nelle operazioni dissuasive dei no-Vax.

Per le somministrazioni, ai militari spetterà il compito di allestire dieci siti di vaccinazione negli stadi da calcio e nei centri congressi delle città.

La pandemia inoltre ha indotto i governi e le banche centrali a introdurre politiche fiscali e monetarie espansive senza precedenti.

Non soltanto quindi aiuti, sussidi di disoccupazione, sostegno alla liquidità delle imprese, ma anche la rassicurazione del fatto che i tassi d'interesse resteranno bassi ancora per molto tempo.

Usa, Regno Unito e Israele possono contare dal canto loro anche su una loro banca centrale, stringendo quindi il campo e i tempi di azione perché non diventa necessaria una politica di coordinamento tra gli istituti centrali così come accade nell'Eurozona.

Insomma, se i mercati mostrano ottimismo, è perché hanno fiducia del fatto che una rapida ripresa economica, grazie al vaccino e ai bassi tassi d'interesse garantiti per il prossimo futuro, è dietro l'angolo.

E la speranza di buttarsi alle spalle la terribile esperienza del Covid invoglia il mercato a investire di più. A mettersi in gioco guardando alla luce in fondo al tunnel, sempre più vicina.